Stop ai lavori a Villa Massimo

I cittadini dopo le denunce fermano le ruspe, ma come si concluderà la vicenda?
di Serenella Napolitano - 9 Febbraio 2013

Giovedì 7 febbraio 2013 sono stati bloccati i lavori nella pinetina di Villa Massimo. Tirano un sospiro di sollievo tutti quei cittadini che insieme al Comitato Villa Massimo si sono battuti per fare chiarezza su questa storia poco limpida, di permessi, costruzioni e abbattimenti di alberi. Con un’ordinanza del X Dipartimento, finalmente, è arrivato l’altolà alla società Dafi Srl di continuare i lavori. La vicenda che aveva visto l’autorizzazione dei lavori con una determina fatta dal Sevizio Giardini senza che quest’ultima fosse passata in giunta, si è capovolta ed è stato lo stesso dipartimento a fermare i lavori.

La storia, di cui Abitare a Roma si è già occupato, viene riassunta bene dal presidente della commissione Politiche sanitarie, Ferdinando Aiuti (Pdl): “La mia indignazione, che si è tradotta in una lettera inviata a tutti gli uffici dal Gabinetto del sindaco in giù, è che ho riscontrato una grandissima insofferenza e resistenza del Servizio Giardini nel fornire gli atti di questa variante al progetto di riqualificazione che, secondo quanto mi è stato confermato anche dal direttore generale del Comune, Liborio Iudicello, è un provvedimento che deve passare in giunta comunale, così come affermato in una nota del direttore del Dipartimento Ambiente, Profeta. Non essendo passato ancora nulla in giunta, possiamo dire che il cantiere di villa Massimo è operativo in barba alle direttive stesse del Dipartimento: siamo davanti a un abuso fatto dallo stesso Comune alla giunta politica”. Altri consiglieri da Athos De Luca (Pd) ad Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia)e Gemma Azuni(Sel)hanno chiesto di fermare immediatamente i lavori.

C’è anche qualcuno che non è molto contento di questa situazione. Non tanto per il fermo dei lavori, ma quanto per la chiusura del giardino. Ad esprimere questo pensiero è Domenico Fischetto, capogruppo Pd III Municipio, che su un blog ha affermato: " L’associazione per la difesa di Villa Massimo segna un punto a suo favore,dopo aver partecipato alla seduta delle commissioni congiunte comunali ambiente e sanità.

Un risultato che premia la costanza degli attivisti del comitato che hanno saputo mobilitare la cittadinanza – continua Fischietto – Il risultato di tanto attivismo e cioè il fermo dei lavori sarà sotto gli occhi: giardino chiuso, giardino inagibile e impraticabile e fino a quando? Si sa bene come vanno queste cose: si fa presto a chiudere, soprattutto per accontentare i cittadini sotto le elezioni imminenti. Difficile è riaprire, attribuendo responsabilità e costi. Intanto gli attivisti del comitato e i loro consapevoli o meno sostenitori avranno sotto gli occhi cotanto risultato e non potranno usufruire nemmeno delle strutture scalcagnate precedenti. Ma vuoi mettere la soddisfazione e chi paga? Certamente il concessionario,certamente molti cittadini favorevoli al nuovo progetto come anche quelli a cui magari stava bene anche il precedente, ma sicuramente pagheremo noi tutti se guardiamo il problema con un minimo di obiettività. Veramente una gran bella vittoria".

Mentre come al solito la politica resta divisa, per martedi 12 febbraio 2013, dall’Associazione fanno sapere che per continuare a salvaguardare la villa, il suo giardino e la sua storia ci sarà una bella catena umana intorno all’area. 


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