Categorie: Costume e Società
Municipi:

Storie metropolitane – Immaginare per sopravvivere a settembre

Con l’arrivo di questo mese pensiamo di poter sistemare, o almeno provare a farlo, tutti i mesi precedenti

Si sa, ormai il vero “capodanno” è segnato al primo settembre e con l’arrivo di questo mese pensiamo di poter sistemare, o almeno provare a farlo, tutti i mesi precedenti che vanno dal post-Natale alle vacanze (per i più fortunati) di agosto. E tutto quello che abbiamo vissuto in mezzo lo vediamo come un qualcosa da correggere e migliorare, anche con tutta la pressione che ci sentiamo e mettiamo addosso.

Oggi, vero lunedì in cui Roma torna al suo caos, è il giorno giusto per fare un’ode alla nostra normalità e scrollare via tutte quelle aspettative che il mondo si aspetta da noi. Questo è il lunedì in cui le nostre vite riprendono forma, incasellate nelle grandi strategie annuali tra la palestra, la dieta, la scuola, il corso di tedesco e quello di cinese. E sì, anche il corso di nuoto. 

Nella confusione di una vita che si riprende i suoi spazi dopo la pausa estiva, è normale sentirsi inadeguati, stanchi e confusi mentre paragoniamo le nostre ferie a quelle dei nostri colleghi che, alla prima pausa caffè, ci mostrano che spettacolo della natura sono andati a vedere alle quattro del mattino dall’altra parte del mondo e pensiamo che, alla fine, le nostre vacanze siano state proprio mediocri. 

In tutto questo marasma, che solo a leggerlo ci affanna, possiamo trovare piccoli spazi di respirazione in cui “romanticizzare” la realtà che viviamo, ora che la città torna ad essere il solito frullatore con i suoi clacson, le macchine in doppia fila, i SUV parcheggiati sul marciapiede, le code infinite di macchine e gli autobus troppo pieni per essere presi alla prima fermata.

Una città settembrina in cui i cittadini provano a riprendersi i loro spazi e, incastrati tra uno zaino e una valigia, sulla metro di prima mattina, assonnati, si perdono nelle storie di chi è accanto a loro, immaginando vite in cui non entreranno mai o magari vite che incontreranno ogni giorno sempre alla stessa ora per i prossimi giorni che diventeranno settimane, e poi mesi. Un rituale mattutino che ritorna in scena sulla via del ritorno, sulle banchine affollate da turisti e lavoratori.

Facce stanche e corpi di corsa che cercano stratagemmi per arrivare prima a casa, alla lezione di pilates o al corso di tennis. Lasciare andare la fantasia e immaginare chi li aspetta a casa, cosa mangeranno per cena, che lavoro fanno, se amano, o se preferiscono il caffè zuccherato o meno. Una vita di corsa, in attesa della prossima metro. In tutti i sensi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento