Stranezze di (fuori) città, dalla spiaggia di Gianola alla fiducia in sé stessa

Nel suo monologo, "The Queen" è passata dall'italiano al dialetto napoletano, quasi a voler mostrare le sue due anime

La regina, “The Queen”, e il suo regno interiore, l’ho incontrata in spiaggia a Gianola. È una signora di bella presenza, mora, non magra, sicura di sé, elegante con il suo costume e il suo pareo, la parlantina sciolta in italiano e in dialetto napoletano.

Ha baciato un’anziana signora seduta sotto un ombrellone poco distante dal mio. Si è avvicinata al mio e mi ha comunicato il suo soprannome: “The Queen”.

Ha iniziato a parlare di lei “io non vado in vacanza come gli altri, io vado in  villeggiatura, che è una cosa ben diversa. Trascorro il periodo di riposo in un albergo cinque stelle che si affaccia sul mare sul golfo di  Gaeta, tanto relax e il massimo del benessere”

Il suo vestiario, i movimenti del suo corpo, la sua parlantina, con le osservazioni acute, gli aneddoti, le  riflessioni, l’hanno resa proprio “The Queen”.

Nei pochi minuti del suo monologo, è passata con disinvoltura dall’italiano al dialetto napoletano, quasi a voler mostrare due anime, una colta e l’altra profondamente radicata nelle sue origini.

Mi ha detto, “mio caro signore, io chiedo consigli solo a me stessa, perché mi fido solo di me. Non sono arrogante, ma ho una profonda fiducia nelle mie intuizioni e nella mia esperienza. Sono consapevole che alla fine la persona che mi conosce meglio… sono io stessa”.

Mentre si allontanava e tornava dalle sue amiche ha concluso con “ognuno di noi , nel proprio piccolo, può essere una regina o un re. A volte, la risposta che cerchiamo disperatamente negli altri è lì ad attenderci, nel silenzio della nostra anima”.

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