

Dal crinale dei monti Aurunci è proprio un bel vedere la natura
Alla fine del mese di agosto, che corrisponde alla fine della mia villeggiatura a Ventosa, sono andato a casa della famiglia del mio amico Romolo per salutarlo.
L’ho raggiunto nel suo giardino, stava annaffiando tutte le sue bellissime piante, e ho captato un gesto d’amore verso la bellezza e verso chiunque varchi la soglia di casa sua.
Romolo, nativo di Casal di Principe ed ora residente a Ventosa, ha davanti casa sua una “Grande Panchina blu” che rende ancora più bello il suo giardino, che è già una vera e propria dichiarazione di poesiа.
Romolo è un uomo che ha visione, generosità e quel pizzico di sana follia che distingue chi sa ancora sognare.
Ho fatto i complementi alla moglie e al mio amico e gli ho detto “Romolo, davanti all’angolo più bello della tua proprietà, quello dove la vista si perde e il cuore si allarga, la “Grande Panchina blu” ha valorizzato il tuo giardino della meraviglia. Chapeau per la tua sensibilità e per aver creato un luogo capace di regalare emozioni così grandi.
La “Grande Panchina blu” sul belvedere sussurra: rallentate ospiti di Ventosa, salite qui sopra, tornate bambini per un istante e lasciatevi incantare da questo spettacolo, ma….. con rispetto ed educazione.
Sulla “Grande Panchina blu” le gambe ciondolano nel vuoto, i pensieri si svuotano e il paesaggio davanti si fa immenso
Romolo, il tuo giardino è un punto di osservazione unico, è uno spazio di spensieratezza dove brindare al tramonto ( e noi l’abbiamo fatto), è condividere risate profonde o semplicemente restare in silenzio ad ammirare l’orizzonte”.
La “Grande Panchina blu” è su un crinale sulle propaggini orientali del gruppo montuoso degli Aurunci, a circa 280 metri sul livello del mare, su cui sorge la piccola frazione di Ventosa, nel comune di Santi Cosma e Damiano.Questo sperone roccioso si protende verso la valle del Garigliano e la piana del casertano.
Nelle giornata limpide la vista arriva sino al monte Massico e sino al mare: Mondragone e Castel Volturno , Baia Domizia, Marina di Minturno, Scauri, Formia, Gaeta.
Dal crinale si possono ammirare i monti della Ciociaria e, in lontananza, i monti del Molise.
Dalla “Grande Panchina blu” si può osservare la montagna di Roccamonfina, un antico vulcano spento con la sua alta cima Santa Croce, nota per i suoi boschi lussureggianti e per l’acqua che il suolo vulcanico trattiene.
La sera sul crinale dove è posizionata la “Grande Panchina blu” l’aria è limpida e mostra uno stupendo cielo stellato, l’altezza del colle fa arrivare una brezza continua.
Le “Grandi Panchine” sulle alture italiane dominano le vallate, i vigneti e gli orizzonti sconfinati. L’installazione di una “Grande Panchina” trasforma un semplice punto di osservazione in un adempimento poetico.
Non si tratta soltanto di un arredo urbano fuori scala, ma di una vera e propria macchina del tempo sensoriale, progettata per alterare la percezione e restituire a chiunque vi salga lo stupore puro dell’infanzia.
Salire su una “Grande Panchina” richiede un piccolo gesto di conquista.
Le gambe si staccano da terra, pendono nel vuoto e perdono l’ancoraggio con la gravità quotidiana.
Chi si siede su una “Grande Panchina” si scopre improvvisamente piccolo di fronte all’immensità del paesaggio, proprio come quando da bambini ci si arrampicava sui mobili degli adulti per guardare il mondo da un’altra prospettiva.
Seduti su questo trono fuori misura, incorniciati dal cielo, il panorama diventa palcoscenico:
La natura della “Grande Panchina” abbatte le difese e invita alla spensieratezza, trasformando un momento di solitudine contemplativa in un ricamo di memorie felici.
Guardare il mondo da una “Grande Panchina”significa riappropriarsi della meraviglia, regalandosi il lusso di sentirsi piccoli di fronte alla maestosità della natura.
L’altra sera, prima del tramonto, ho guardato dal crinale la montagna di Roccamonfina e ho immaginato di osservare il noccioleto dell’amico camminatore Antonio Giuliano e ho anche immaginato di ascoltare…le sue dolci risate.
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