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Stranezze (di fuori) città, un albero alto più di dieci metri in un rudere abbandonato 

Quando un Comune ha il dovere di intervenire per salvare il vecchio borgo di Ventosa che sta morendo tra l’incuria e il degrado

Il cronista, anche per un atto di civiltà, deve segnalare un pericolo per la pubblica incolumità, un problema igienico-sanitario  e il degrado ambientale. Siamo tornati nel borgo di Ventosa, frazione di Santi Cosma e Damiano, Latina

Desideravamo rivedere il fico casalingo nella casa diroccata, senza il tetto e senza le imposte alle finestre.Quelle parole estive del fico casalingo, che il vento ha trasportato, sono rimaste nella mente del cronista per tutto l’inverno:

Cari signori, la casa diroccata è il mio rifugio, c’è dentro il calore familiare, il mio antico nucleo familiare originario tanto amato. Questa casa diroccata è lo specchio della mia anima. La casa diroccata è il mio spazio personale, è il posto dove mi sento protetto e confortato, dove stare al riparo da ciò che accade all’esterno. Potete aiutarmi al fine di rimanere per sempre dentro queste mura cadenti?”

Il  fico casalingo è sempre dentro quelle mura cadenti, in una atmosfera non unica nei borghi abbandonati del sud  Italia, che ha portato involontariamente la natura direttamente all’interno di quella che “fu” una casa abitata.

È bastata una feritoia in pietra per sbirciare all’interno del rudere e vedere una selva di piccole piante spontanee, oltre a  erbacce e arbusti che crescono incontrastate da anni,  su un pavimento e sulle pareti interne di quella che “fu” una camera al piano terra.

Da quel pertugio è visibile una specie di orto degradato e il tronco del fico casalingo che nasce nel pavimento di pietra ed esce dal tetto che non ha più le tegole.

Un albero che oggi è alto più di dieci metri ed è “incartato nelle cadenti mura di pietra e malva antica in un vicolo in discesa.

Per l’ennesima volta ci siamo posti una serie di domande: 

Un Comune ha il dovere di intervenire se il rudere e’ abbandonato e ha un albero all’interno? Specialmente se la situazione rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità e un problema igienico-sanitario?”.

“La presenza e la continua crescita dell’albero, con le radici che possono destabilizzare ulteriormente la struttura, potrebbe portare al crollo del rudere?”.

“Se l’albero all’interno è instabile e se presenta rami secchi o pericolanti, potrebbe cadere e causare danni a persone o cose?”. 

“Un rudere abbandonato può diventare un ricettacolo di rifiuti, animali infestanti e rappresentare un rischio igienico-sanitario per la zona circostante?”.

“Se il rudere è facilmente accessibile, può diventare luogo di attività illecite o rifugio per persone senza fissa dimora in condizioni di pericolo?”.

“Un fico di dieci metri in un ambiente interno è enorme.Dovrebbe essere interesse pubblico potarlo regolarmente e in modo drastico per mantenerlo a una dimensione gestibile e sicura per limitarne l’altezza e l’espansione laterale?”. “Un fico di dieci metri potrebbe aver bisogno di un qualche tipo di supporto per garantire la sua stabilità e sicurezza, soprattutto in caso di vento o se dovesse diventare molto pesante? 

La continua crescita del fico potrebbe causare danni strutturali al rudere e alle altre abitazioni?”. “Le radici di un fico sono molto vigorose, espandendosi sotto il pavimento potrebbero causare problemi alle fondamenta anche di altre infrastrutture?.

Il fico potrebbe essere soggetto a parassiti o malattie delle piante?”.  “Un albero così grande produce foglie, frutti e altro materiale organico, che si vanno a depositare sulla strada pubblica? Non essendoci nel borgo un servizio pubblico di pulizia delle strade, chi si occuperà del visivo degrado?”.

A distanza di un anno, mentre osservavamo il vicolo in discesa, ho intravisto una signora anziana seduta su una sedia di paglia, davanti alla porta della sua vecchia casa. 

Con il suo sguardo ha risposto a me e al fico casalingo:

Caro fico casalingo quella casa diroccata non può essere più il tuo rifugio, ti sarai accorto che di  familiare non e’ rimasto nulla. E non solo il quel rudere abbandonato. Sei dentro una casa diroccata che è senza anima e che non può darti protezione e conforto. Sarebbe bello e utile che qualcuno ti spostasse all’esterno, magari in uno degli orti abbandonati che si affaccia sulle colline del frusinate. Non meriti di rimanere li dentro e poi morire tra quelle mura cadenti.

Non vedi che anche il vecchio borgo di Ventosa sta morendo tra l’incuria e il degrado?”

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