Subito tutta la verità su Stefano Cucchi

di Tiziano Biancolillo - 8 Novembre 2009

I FATTI

CucchiStefano Cucchi viene arrestato il 15 ottobre alle 23.30 circa dai carabinieri del commissariato Appio. È in ottimo stato.

Intorno alle 1.30 viene portato a casa sua per la perquisizione di routine a cui viene sottoposto chi viene trovato in possesso di stupefacenti. Il padre e la madre lo vedono, è in ottime condizioni.

Passa la notte all’interno di una cella di sicurezza della caserma dei carabinieri di Tor Sapienza.

La mattina del 16 ottobre intorno alle 9.00 viene portato a Piazzale Clodio per il processo per direttissima.

Gli viene negato il suo avvocato, il legale di famiglia non viene inspiegabilmente concesso e viene dato un avvocato d’ufficio.

Al suo arrivo al tribunale viene preso in consegna dalla polizia penitenziaria che lo detiene in una cella di sicurezza in attesa del suo turno davanti al giudice.

Intorno alle 13.00 Stefano si presenta davanti al giudice per il processo e il padre nota pesanti segni di aggressione sul volto, sotto gli occhi, sul collo, e il ragazzo cammina a fatica. Il padre fa notare come circa dieci ore prima durante la perquisizione notturna a casa Stefano non presentava alcun segno di violenza in nessuna parte del corpo.

Intorno alle 16.00 Stefano viene trasferito al carcere di Regina Coeli e i tre medici della struttura carceraria registrano in una cartella clinica che Stefano Cucchi al suo ingresso presenta “lesioni gravi al volto, lesioni vertebrali gravi e un sospetto trauma cranico e sospetto trauma addominale”.

Stefano Cucchi passa anche la notte del 16 ottobre in carcere ma sta male, viene visitato diverse volte e il ragazzo rifiuta sempre il ricovero ospedaliero.

Il giorno 17 ottobre il ragazzo non riesce nemmeno piu a stare in piedi e viene di nuovo sottoposto a visita, questa volta autorizzando il ricovero ospedaliero.

Sempre il giorno 17 ottobre Stefano viene portato all’ospedale “protetto” Sandro Pertini.

Nella struttura ospedaliera Stefano , stando a quanto dichiarato dai medici, rifiuta di mangiare e di bere e offre scarsissima collaborazione, ha nausee probabilmente manifestate in seguito a trauma cranico, passa la giornata con un lenzuolo sul volto in totale e voluta solitudine.

Il ministro Alfano dichiara invece che Stefano all’interno del Pertini è lucido e continua a mangiare e a bere, si idrata in particolare con succhi di frutta.

Il giovane ragazzo romano stando ai medici del Pertini si rifiuta in tutto e per tutto di collaborare e nega di trasmettere le sue condizioni di salute anche ai suoi familiari, in merito vi è il documento pubblicato da Panorama in cui Stefano negli appositi spazi in cui devono essere apposti i familiari da informare e il grado di parentela scrive due grandi NO in stampatello e sotto appone la sua firma.

Ci si chiede come un ragazzo di ormai 40 kg, con la schiena rotta e il volto chiaramente tumefatto vieti la visita alla sua famiglia.

Ed infatti, in merito, vi è subita la presa di posizione della famiglia che nutre forti dubbi sulla calligrafia di Stefano.

All’alba del 22 ottobre, intorno alle 6.30, senza che a nessun familiare venisse data la possibilità di vederlo nemmeno una volta dal giorno del suo arresto Stefano Cucchi muore, solo in un angolo di un ospedale penitenziario disidratato, con un volto massacrato e quasi irriconoscibile e due vertebre della schiena spezzate di netto.

Il certificato di morte stilato dai medici parla di “morte naturale sopraggiunta in maniera improvvisa ed inaspettata”.

Stefano è morto per 20 grammi di marjuana..

Stefano è morto per 20 grammi di marjuana,questo mentre una parte dei parlamentari della Repubblica Italiana si rifiutano di sottoporsi al test antidroga proposto dall’esponente dell’UDC Giovanardi.

Stefano è il 148esimo morto in carcere nel 2009, il miliardesimo morto da quando le carceri esistono.

Una goccia in mezzo al mare, “normale” amministrazione, soprattutto se tossico dipendente e sieropositivo.

Un corpo massacrato su cui qualcuno ha infierito oltre misura,oltre ogni razionale logica.

‘Angioletto’ Alfano ci ha detto che Stefano Cucchi si è ridotto in quel modo cadendo accidentalmente dalle scale. No comment!

Il ministro della difesa La Russa ha garantito personalemte per l’arma dei carabinieri: quei pestaggi i carabinieri non li fanno.

No comment!

Il Signor Giovanardi ha dichiarato che Stefano Cucchi lo ha ammazzato la droga. Se non la consumi, non vieni arrestato. E quindi non muori.

NO COMMENT!

Chi ci rappresenta, chi ci dovrebbe proteggere, chi ci dovrebbe curare, persone che hanno prestato giuramento e iscritte ad un albo nazionale di altissimo livello stanno oggi, dopo due settimane dalla morte di Stefano, inseguendo la verità e promettendo di trovare i responsabili solo perche la famiglia di Cucchi ha autorizzato la publicazione delle foto shock dopo la sua morte. Quelle foto hanno provocato un terremoto nella società civile e si sa, quando l’opinione pubblica s’indigna e chiede risposte i nostri politici fanno a gara per diventare i portavoce dei più deboli, sembra quasi che non sappiano quello che succede quotidianamente nelle carceri.

Ci chiediamo come sarebbe andata se la famiglia non avesse pubblicato le foto del figlio. Probabilmente la storia di Stefano Cucchi sarebbe stata archiviata in qualche polveroso faldone depositato in una cantina del tribunale, insieme quella di altri centinaia di ragazzi che come lui, sono morti cadendo accidentalmente dalle scale…


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