

Accanto ai progressi, il quadro finanziario della Capitale continua però a presentare elementi di fragilità strutturale. Il principale riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che resta fermo su livelli molto elevati
I conti di Roma Capitale mostrano segnali di maggiore solidità, con un bilancio 2025 che registra un rafforzamento della capacità di entrata e una gestione più strutturata della riscossione. È quanto emerge dal Rendiconto illustrato in commissione dalla vicesindaca e assessora al Bilancio Silvia Scozzese, davanti ai membri dell’organismo presieduto da Lorenzo Marinone.
Al 31 dicembre 2025 le entrate correnti si attestano intorno ai 6 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.
Un risultato che, secondo l’amministrazione, non sarebbe riconducibile esclusivamente all’effetto dell’Anno Santo, ma anche a una revisione più ampia dei meccanismi di accertamento e riscossione dei tributi locali.
Tra i capitoli più dinamici del bilancio spicca quello legato all’occupazione di suolo pubblico, che si conferma una delle principali leve di crescita delle entrate extra-tributarie.
Il totale dei pagamenti complessivi sale da 7 a 7,9 miliardi di euro, con un incremento di circa 670 milioni. Ma è proprio la gestione delle concessioni commerciali e dei dehors a registrare la performance più significativa: le entrate passano da 694 a 846 milioni, con un aumento di 152 milioni, pari a circa il 7%.
Sul fronte dei tributi, la base complessiva si attesta intorno ai 3,3 miliardi di euro, con una capacità di riscossione che raggiunge il 75%. Un dato considerato positivo dagli uffici capitolini, soprattutto in un contesto storicamente segnato da criticità nella riscossione.
“Non si tratta soltanto di contrasto all’evasione, ma di un ampliamento strutturale della base imponibile legato alla riorganizzazione delle occupazioni di suolo pubblico”, ha spiegato Silvia Scozzese durante l’illustrazione del rendiconto.
Accanto ai progressi, il quadro finanziario della Capitale continua però a presentare elementi di fragilità strutturale. Il principale riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che resta fermo su livelli molto elevati: circa 7 miliardi di euro accantonati per entrate considerate di difficile recupero.
A questi si aggiungono ulteriori vincoli: 105 milioni destinati a potenziali contenziosi e 287 milioni di euro accantonati per obblighi previsti dalla normativa vigente.
Il risultato è un bilancio che, pur mostrando segnali di miglioramento sul piano della gestione corrente e della capacità di incasso, continua a essere condizionato da un’ingente mole di risorse teoriche ma non immediatamente disponibili.
Il Rendiconto 2025 fotografa così una città che rafforza la propria tenuta finanziaria, ma che resta ancora alle prese con un equilibrio delicato tra crescita delle entrate e pesi storici del passato.
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