

La Procura di Roma ha chiesto e ottenuto dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
Una rapina brutale la mattina di Natale, un colpo studiato nei dettagli, ma un errore fatale che ha incastrato i responsabili. È questa la vicenda che ha portato all’arresto di due uomini, un 32enne e un 43enne romani, accusati di rapina aggravata in concorso.
Gli agenti del Commissariato Porta Maggiore li hanno rintracciati ed arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dopo un’intensa attività investigativa coordinata dalla Procura di Roma.
La mattina del 25 dicembre, i due si erano finti normali clienti, entrando in un negozio del quartiere Pigneto con la scusa di acquistare delle bevande.
Un pretesto per guadagnarsi la fiducia del titolare e studiare i suoi movimenti. Poi, il blitz: lo hanno colto di sorpresa, aggredendolo alle spalle e puntandogli un coltello alla gola.
La violenza non si è fermata lì. Lo hanno trascinato con forza fuori dal locale, usando un’uscita secondaria sul retro, lo hanno minacciato e gli hanno sottratto tutto il denaro contenuto in cassa.
Quindi la fuga, a bordo di un’auto che li aspettava poco lontano. Sembrava un colpo perfetto, ma un dettaglio è sfuggito ai due rapinatori.

Nonostante il trauma subito, il negoziante ha mantenuto la lucidità e ha memorizzato un elemento cruciale: un frammento della targa dell’auto sulla quale i rapinatori si erano dileguati.
E proprio quella targa, pochi giorni dopo, è tornata sotto gli occhi della polizia. Un’altra pattuglia l’ha fermata per un controllo nei pressi della Stazione Termini. Il veicolo è risultato rubato e, incrociando i dati, è emersa la corrispondenza con i numeri impressi nella memoria della vittima.
Ma la svolta decisiva è arrivata grazie alle telecamere di sorveglianza dell’esercizio commerciale rapinato. Analizzando le immagini, gli investigatori hanno individuato un altro dettaglio rivelatore: i tatuaggi ben visibili sui corpi dei due uomini. Un tratto distintivo che ha permesso di identificarli con certezza.
Con questi elementi schiaccianti, la Procura ha chiesto e ottenuto dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
I due complici sono stati rintracciati e arrestati, e ora si trovano dietro le sbarre nel carcere di Regina Coeli. Per loro le accuse sono pesanti, e le prove raccolte non lasciano margine di dubbio.
Una rapina che sembrava perfetta, smascherata grazie a un incredibile colpo di memoria della vittima e al lavoro meticoloso della polizia.
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