Teatro Villa Pamphilj: lo spettacolo online “BAmbulatorio” parla ai più piccoli

I retroscena dei dieci appuntamenti per bambini e adulti raccontati dalla direttrice artistica Veronica Olmi e da Andrea Calabretta
Camilla Dionisi - 20 Gennaio 2021

“È impossibile non parlare degli argomenti riguardanti la situazione Covid: ne siamo continuamente bombardati e ci facciamo i conti tutti i giorni. E allora parliamone, e proviamo a farlo in maniera giocosa per una speranza che possiamo dare facendo quello che ci appassiona di più”: così introduce lo spettacolo “BAmbulatorio” Veronica Olmi, direttrice artistica del Teatro Villa Pamphilj nonché direttrice artistica e organizzativa del Teatro Verde di Roma. Lo spettacolo sarà disponibile il sabato alle ore 16 sui canali social del Teatro Villa Pamphilj.

“Il nostro pubblico è abitualmente composto da ragazzi, dalle famiglie e dalle scuole che in tempi normali sono con noi. In questo periodo di pandemia abbiamo creato dei format online per restare in contatto col nostro pubblico. È quello che faremo con questo spettacolo. Andrea Satta è un pediatra oltre che un cantante, un musicista e un grande divulgatore: nel suo ambulatorio, sulla sua scrivania piena di giocattoli e burattini, lo vedremo immerso nei suoi pensieri di fine giornata che, stanco, dialoga con questi burattini animati da Andrea Calabretta.

I burattini stessi sono la voce del mondo dell’infanzia: gli pongono domande sulla situazione che stiamo vivendo, realtà che un bambino non può comprendere a pieno. Per un animatore e attore come Andrea Calabretta e per un pediatra come Andrea Satta, che più che medicine consiglia un gioco se non un atteggiamento di apertura al mondo, è dura dover dire il contrario in un periodo come questo.”

Nello spettacolo, dunque, si sollecitano gli argomenti e le contraddizioni della situazione Covid, ed è il bambino stesso che suggerisce le domande ma anche le risposte. Questa complicità tra il pediatra e il bambino sono una soluzione per guardare ad una via d’uscita. Diamo uno sguardo più da vicino grazie alla testimonianza di Andrea Calabretta.

Qual è stata la difficoltà più grande della realizzazione di tale spettacolo?

Dobbiamo dare una speranza e contemporaneamente dire la verità perché mentire ai bambini non ha assolutamente senso. Collegheremo l’ottimismo con il realismo, ovvero ciò che fanno sempre i bambini che all’interno di una citazione sdrammatizzano ma sono anche perfettamente consapevoli. Generalmente, purtroppo non in questi tempi, abbiamo un contatto molto stretto coi bambini. La parte più difficile è scegliere il taglio da usare, dunque essere ironici e spensierati senza slogan.

“BAmbulatorio” parla anche ai più grandi, che spesso sono più restii alle regole. Che siano questa volta i più piccoli ad insegnare qualcosa agli adulti grazie a questo spettacolo?

È quello che vogliamo fare. I bambini, che non danno nulla per scontato, possono aiutare a ricordare le precauzioni e rendere sicuri i rapporti il più possibile. Gli adulti sono ugualmente fondamentali: usiamo il punto di vista dei bambini ma non perdiamo contatto con la realtà che stiamo vivendo.

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Lo spettacolo sarà online a causa dell’impossibilità di fare teatro dal vivo. È questo un modo per dire al vostro pubblico “noi ci siamo, nonostante tutto”?

È così. Noi facciamo spettacoli dal vivo, e senza il pubblico perdono di senso. Ma la situazione è questa: ci siamo detti “reinventiamoci e usiamo codici che solitamente non utilizziamo”. Metteremo il nostro in una forma di comunicazione che non ci è del tutto familiare e daremo il massimo con quello che è il nostro atteggiamento teatrale: fare della povertà una ricchezza e avere sempre gli occhi aperti a qualsiasi cosa. Cerchiamo di sorprendere e di dare una mano con qualcosa di utile: fare chiarezza per i bambini e spiegare che il Covid non è un incubo personale ma di tutti e che coinvolge ognuno di noi.

Cosa direbbe ad un genitore per convincerlo a guardare lo spettacolo con il proprio bambino?

Lasciati sorprendere, cerca di lasciare spazio a qualcosa che non ti aspetti. È quello che cerchiamo di fare da sempre a Teatro. Quando organizziamo spettacoli per bambini, non guardiamo questa come una categoria d’età quanto come una sorta di stato d’animo: la capacità di sorprendersi e di imparare, che per fortuna non termina con l’età ma è celata in tutti noi sopita da qualche parte.

 

Camilla Dionisi


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