

Fiamme all'interno dell'ateneo durante il blitz degli studenti di Cambiare Rotta. Esposto un mega-striscione anti-razzismo
Il volto del vicepremier e leader della Lega avvolto dalle fiamme nel cortile della città universitaria, proprio davanti agli occhi di centinaia di studenti.
Un gesto simbolico forte, studiato per alzare al massimo il livello dello scontro, che in pochi minuti ha varcato i cancelli dell’ateneo trasformandosi in un delicato caso politico nazionale.
Alta tensione all’università La Sapienza di Roma, dove gli attivisti del movimento studentesco di sinistra “Cambiare Rotta” hanno dato vita a una dura e rumorosa protesta di piazza in vista della grande mobilitazione antifascista annunciata per il prossimo 13 giugno.
L’azione è andata in scena nella giornata di ieri, martedì 9 giugno 2026. Un gruppo di manifestanti ha posizionato al centro dello spiazzale universitario un grande cartellone pubblicitario raffigurante il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, appiccandovi il fuoco tra i cori di protesta.
Contemporaneamente al rogo del manifesto, un nucleo di studenti è riuscito a raggiungere la sommità di uno dei padiglioni della facoltà, calando lungo la facciata un imponente striscione con la scritta: “Respingiamo guerra, razzismo e sfruttamento”.
Nel mirino della contestazione universitaria ci sono le politiche migratorie e i decreti sicurezza promossi dal leader del Carroccio, individuato come il principale terminale politico da contrastare. «Dalla Sapienza arriva un segnale chiaro e inequivocabile», si legge nella nota ufficiale diffusa dai collettivi al termine del blitz.
Gli studenti hanno annunciato una massiccia partecipazione alla manifestazione di sabato prossimo a fianco di operai, sigle sindacali di base, movimenti per il diritto all’abitare e associazioni di cittadini di seconda generazione.
L’obiettivo dichiarato è fare da scudo e rispondere politicamente ai preannunciati raduni cittadini sul tema della “remigrazione” e alle contemporanee sfilate dei movimenti pro-vita.
Le immagini del cartellone bruciato hanno immediatamente innescato una pioggia di reazioni indignate all’interno dei palazzi della politica romana, compattando l’intera maggioranza di governo a difesa del segretario leghista.
Tra i primi a intervenire per condannare l’episodio è stato il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, che ha stigmatizzato il ricorso alla violenza verbale e iconografica nei luoghi della formazione accademica.
Sulla stessa linea il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha espresso ferma solidarietà al collega di governo, parlando di un attacco intollerabile alla democrazia e al libero confronto delle idee.
Il blitz della Sapienza riaccende così i riflettori sul clima di profonda polarizzazione ideologica che sta accompagnando il dibattito su immigrazione e diritti civili a Roma, con le forze dell’ordine già al lavoro per predisporre un imponente piano di sicurezza in vista di un fine settimana che si preannuncia ad altissimo rischio per l’ordine pubblico.
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