Terrore alla Romanina, bomba carta esplode nella notte: distrutto l’androne di un palazzo

Il forte boato intorno alle 3:45 in via Vincenzo Manzini. Sventrato il cancello e dichiarata inagibile l'area di ingresso. In azione la Polizia Scientifica

Un boato tremendo, avvertito a chilometri di distanza, ha squarciato il silenzio profondo della notte nel quartiere della Romanina, alla periferia sud-est della Capitale.

Intorno alle 3:45 di sabato 23 maggio, un ordigno improvvisato — presumibilmente una bomba carta ad alto potenziale — è stato fatto esplodere davanti all’androne di una palazzina in via Vincenzo Manzini.

La deflagrazione ha investito in pieno l’ingresso pedonale di un condominio di cinque piani, un tempo appartenente al patrimonio immobiliare dell’Inps, scatenando il panico tra i residenti dell’edificio e delle strade limitrofe, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

La centrale operativa del numero unico delle emergenze 112 ha raccolto decine di segnalazioni simultanee da parte di cittadini svegliati di soprassalto dall’onda d’urto.

Sul posto sono confluiti d’urgenza i Vigili del Fuoco del distaccamento di Frascati (squadra 21A), gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale con il Gruppo VII Tuscolano e le pattuglie della Polizia di Stato.

Nonostante la violenza dell’esplosione abbia sventrato le strutture esterne, il bilancio medico è miracoloso: nessuno dei residenti all’interno dei 17 appartamenti della palazzina è rimasto ferito.

I danni strutturali e il blocco dell’androne

I rilievi tecnici effettuati dai pompieri hanno evidenziato la gravità degli effetti della bomba. Il cancello condominiale in ferro è stato deformato e parzialmente divelto, mentre le ampie vetrate dell’ingresso sono andate completamente in frantumi, proiettando una pioggia di detriti e schegge fin sulle scale interne dello stabile. Danni consistenti sono stati registrati anche al rivestimento del soffitto dell’androne.

L’onda d’urto non ha risparmiato l’esterno, investendo e danneggiando seriamente un’autovettura che si trovava parcheggiata proprio a ridosso del perimetro d’ingresso.

Al termine delle verifiche di stabilità, i Vigili del Fuoco hanno dovuto dichiarare provvisoriamente inagibile il passaggio attraverso l’androne principale, interdicendo l’accesso per ragioni di sicurezza fino al completo ripristino dei luoghi.

Caccia ai responsabili: la pista della scientifica

Nelle ore successive all’esplosione, l’area è stata transennata e isolata per consentire i rilievi specialistici da parte del personale della Polizia Scientifica.

Gli esperti hanno setacciato l’asfalto e i resti del cancello alla ricerca di tracce di polvere pirica, componenti dell’innesco o residui che possano chiarire l’esatta natura e la provenienza del materiale esplosivo utilizzato.

Gli investigatori della Polizia di Stato stanno esaminando i profili dei residenti dello stabile nel tentativo di individuare il reale destinatario di quello che si configura come un vero e proprio atto intimidatorio.

Parallelamente, gli inquirenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private disseminate lungo via Manzini e nelle vie di fuga adiacenti, per isolare fotogrammi utili a dare un volto e un nome agli autori del raid notturno.

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