Testaccio, al via i lavori nell’area giochi: dopo la pausa forzata di agosto

Il progetto include anche due nuove vasche di terra per gli alberi e la sostituzione delle doghe in legno delle panchine, già in gran parte rimesse a nuovo

Dopo settimane di silenzio, interrotto solo dal rumore delle cicale estive e dal brusio dei passanti, a piazza Santa Maria Liberatrice sono tornati i suoni del cantiere.

Martelli, trapani e voci degli operai scandiscono la ripresa dei lavori nell’area giochi, pronta a rinascere e a restituire ai bambini di Testaccio uno dei loro luoghi più amati.

Dal 3 settembre la piazza è di nuovo in fermento: la pavimentazione gommata sta lasciando spazio a un nuovo manto più sicuro, mentre vengono montate le attrezzature ludiche tanto attese.

Presto il quartiere vedrà comparire un battello colorato con torretta, scivolo e pannelli interattivi, tre altalene in legno, un bilico, due giochi a molla e persino un tavolo da ping pong resistente al degrado. Attorno, le panchine tornano come nuove, con doghe in legno appena sostituite, e le alberature trovano nuove vasche di terra.

Non è stato un percorso semplice: l’appalto, partito regolarmente a fine maggio, avrebbe dovuto concludersi in novanta giorni.

Ma agosto ha portato con sé ritardi nei materiali e una sorpresa poco gradita: un sottofondo non idoneo per i quadrotti antitrauma. Il cantiere si è fermato, i residenti hanno atteso con pazienza, e solo grazie a fondi integrativi si è potuto riprendere.

«È vero, i lavori hanno richiesto più tempo del previsto – ammette l’assessore all’Ambiente Stefano Marinma il nostro obiettivo era garantire qualità e sicurezza. Questo non è solo un parco giochi: è un simbolo del modo in cui vogliamo lavorare, senza trascurare nulla, neppure i dettagli».

A sottolineare l’importanza della scelta è anche l’assessora alle Politiche sociali, Claudia Santaloce: «Quando ci siamo accorti del problema, abbiamo preferito fermarci e trovare nuove risorse. Non potevamo rischiare: quell’area è frequentata ogni giorno da decine di bambini. Doveva essere un intervento duraturo».

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