“THE MAN JESUS”: Roberto Ciufoli interpreta dodici punti di vista

Dal 1° all’11 ottobre 2020 in scena al Teatro Tor Bella Monaca. Il regista Maurizio Panici, presenta lo spettacolo, in anteprima italiana, sulla storia di Gesù, svelandocene i segreti 
Camilla Dionisi - 30 Settembre 2020

Per la prima volta in Italia, al Teatro Tor Bella Monaca, arriva lo spettacolo “THE MAN JESUS”, monologo dell’inglese Matthew Hurt. Dal 1° all’11 ottobre 2020, il palco del Teatro Tor Bella Monaca ci racconterà la storia di Gesù dal punto di vista delle dodici persone più vicine a lui. Tutte le personalità protagoniste saranno interpretate da un solo attore, Roberto Ciufoli, che riesce ad immedesimarsi in loro regalandoci una performance nuova ed inaspettata.

Il regista Maurizio Panici ci svela il dietro le quinte, gli obiettivi e le promesse allo spettatore.

Ci presenti lo spettacolo e cosa troveremo sul palco.

Assisteremo al monologo di Matthew Hurt, giovane autore inglese, sulla storia di Gesù raccontata dalle dodici persone che gli sono state più vicino, interpretate tutte quante da un unico attore, Roberto Ciufoli. Le musiche sono curate da Papa Dj, grazie al quale si crea un vero e proprio paesaggio sonoro. Abbiamo così la possibilità di leggere in modo più concreto la vicenda, come se fosse una storia dei giorni nostri, andando a togliere la visione mitologica con gli occhi di persone comuni. È un’indagine a tutto campo della gente semplice che vede qualcuno mutare nel tempo e ne racconta gli episodi importanti in maniera diretta.

Quali sono le promesse di uno spettacolo di tale portata?

Nella resa scenica abbiamo tolto ogni riferimento simbolico. Tutto sarà asciutto ed essenziale e il lavoro svolto sullo spazio e sulle luci darà importanza ad una parola molto particolare e diretta. Questo è permesso dall’attore straordinario che è Roberto Ciufoli: trasformandosi di volta in volta in Gesù, Ponzio Pilato, Giuda, Maria, Giovanni Battista, Giacomo, Barabba, Simone, Pietro e tanti altri, egli si incarna letteralmente in ognuno di loro con grandissima sapienza attoriale.

Cosa vuol dire, per Roberto Ciufoli, interpretare più personaggi, e quindi più punti di vista?

Roberto Ciufoli dimostra tutta la sua capacità attoriale: è necessario infatti possedere una grande libertà interiore per pulire il personaggio precedente e diventare l’altro, e tutto questo è possibile grazie alla sua esperienza e al suo talento. L’attore ha osservato la realtà di volta in volta e ne ha saputo cogliere le diverse sfumature riuscendo ad entrare nei personaggi con grande repentinità e facilità.

A che tipo di pubblico si rivolge lo spettacolo?

Lo spettacolo è rivolto a tutti, dai più giovani ai centenari. È una grande narrazione che parla degli uomini e di ciò che siamo, pertanto l’argomento è universale e offre grandi spunti di riflessione.

Con quali consapevolezze si uscirà dalla sala?

Con una visione di Gesù totalmente inedita e con curiosità di poterlo approfondire. Ci porremo delle domande grazie al teatro e ci chiederemo chi fosse tale personaggio. Il messaggio resta contemporaneo e concreto grazie agli occhi delle persone comuni: il popolo ebreo si aspettava una guida, ma vedrà qualcosa di molto diverso rispetto alle aspettative. Questo è il tema spiazzante, che coinvolgerà lo spettatore nella sala.

Ci convinca, con le sue parole, ad assistere allo spettacolo.

In questo periodo più che mai sono necessari rapporti e relazioni tra di noi: quale occasione migliore del teatro che è la forma più antica e importante dell’incontro tra esseri umani?

 

Camilla Dionisi


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