

Nella rivolta scoppiata tra residenti e migranti, ospitati nel centro di accoglienza di via del Frantoio
Nella rivolta scoppiata nella notte del 29 agosto 2017 al Tiburtino III tra residenti e migranti, ospitati nel centro di accoglienza di via del Frantoio c’è stato un ferito. Si tratta di un 40enne eritreo, accoltellato alla schiena durante la rissa tra una cinquantina di persone, sedata solo dall’arrivo delle forze dell’ordine. L’uomo è stato ricoverato all’ospedale Sandro Pertini ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il parapiglia è scoppiato dopo una lite tra l’eritreo e la mamma di un bambino del quartiere. Tutto è cominciato ieri sera, quando il bambino di circa 10-11 anni è salito a casa dalla mamma raccontando di essere stato bersaglio di un lancio di pietre da parte di un rifugiato ospitato nel centro, mentre era in strada con alcuni coetanei. A quel punto la donna, forse accompagnata da qualche altra mamma, si è diretta verso il centro per avere un chiarimento con l’eritreo. Poi, però, circondata da alcune decine di migranti che forse la ostacolavano nell’uscita, ha chiamato aiuto, provocando l’arrivo sul posto di una cinquantina di residenti inferociti. Nel parapiglia che ne è derivato l’eritreo è stato accoltellato.
Sul caso indagano i carabinieri che stanno ascoltando i testimoni per ricostruire la dinamica dei fatti. La procura di Roma ha aperto un fascicolo e indaga per tentato omicidio. Il pm Alberto Galanti è in attesa di un’informativa di polizia giudiziaria. Nel frattempo è stato nominato un interprete in modo da consentire agli investigatori di ascoltare il migrante, che non parla italiano.
”Quanto è accaduto questa notte al Tiburtino è sintomo di una situazione di tensione. Siamo preoccupati per la pacifica convivenza di tutti – sottolinea in una nota la Croce Rossa di Roma – Il fatto che circolino notizie varie e spesso infondate è il segnale che non si vuole stare alla realtà dei fatti. Una realtà è che la persona eritrea ferita non è ospite del Presidio Umanitario dalla fine di luglio scorso ma è attualmente inserito nel programma di relocation ospite del CAS Staderini a Tor Tre Teste. Un altro dato di fatto è che non ci sono state persone ‘sequestrate’ e che la tensione per fortuna non ha prodotto gravi conseguenze. Noi siamo disponibili a prendere tutti i provvedimenti necessari qualora si accertassero fatti diversi, ma al momento possiamo confermare che dal Presidio non è partita alcuna forma di aggressione. Siamo disponibili come sempre nei confronti della popolazione residente e auspichiamo che lo siano anche le Istituzioni del territorio. Da subito ieri sera ci siamo messi in contatto con le forze dell’ordine e attendiamo la conclusione delle indagini”.
“I fatti accaduti questa notte al Tiburtino III testimoniano la delicata situazione dell’accoglienza a Roma. Solo ieri in Commissione Politiche Sociali la maggioranza M5S minimizzava la denuncia del Partito Democratico sull’assenza del Campidoglio nello sgombero di via Curtatone. Il tema continua ad essere più che mai serio e preoccupante. E allora, di fronte a questi nuovi fatti, ci chiediamo cosa stia facendo il Campidoglio per gestire l’accoglienza, se e come stia collaborando con le altre Istituzioni. Forse sarebbe stato meglio approvare già ieri la proposta del PD di istituire una cabina di regia per coordinare le istituzioni e rafforzare il sistema di accoglienza diffuso per rifugiati e richiedenti asilo. Il tutto invece è stato rimandato per l’assenza dell’assessora Baldassarre. Le nostre proposte ci sono e sono concrete, anche su un tema delicato come quello dell’accoglienza dei migranti, che se non affrontato con responsabilità rischia di diventare un’emergenza per i romani. Ma assistiamo invece attoniti a una maggioranza latitante e a continui rinvii e scaricabarili che non fanno il bene della città”.
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