

Terzo episodio vandalico in dieci giorni. Il preside: “poteva essere una tragedia”
Un boato, poi il fumo, le urla, e tre figure incappucciate che scappano ridendo nel buio di via delle Vigne. È la scena che si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri all’istituto comprensivo Santa Beatrice, in zona Portuense, dove una bomba carta è esplosa nell’ufficio del vicepreside, distruggendo una finestra e la serranda.
Sui muri della scuola, poche ore dopo, svastiche, scritte oscene e simboli nazisti. A dare l’allarme è stata una collaboratrice scolastica che si trovava ancora all’interno dell’edificio, dove erano in corso le attività sportive in palestra.
“La donna, dopo aver sentito il forte boato, si è affacciata e ha visto tre persone incappucciate sghignazzare e allontanarsi”, racconta il dirigente scolastico Donato Testa.
I carabinieri e la polizia sono intervenuti immediatamente per i rilievi e le verifiche sull’esplosione.
Non si esclude alcuna pista, ma la natura dell’ordigno artigianale e le scritte lasciano pensare a un atto vandalico premeditato.
Per la scuola non è il primo episodio: “È il terzo attacco in pochi giorni – spiega Testa all’AdnKronos –. Dopo la notte di Halloween abbiamo subito la rimozione di un citofono, il danneggiamento di alcuni vetri e di una stanza colpita da un petardo. Ieri, invece, una vera e propria bomba carta ha devastato l’ufficio del mio collaboratore. È un’escalation preoccupante, un segnale di disagio profondo”.
Il preside ha inviato una circolare urgente alle famiglie e ha chiesto al Municipio XI l’installazione immediata di telecamere di sorveglianza intorno all’edificio: “La scuola è ferita, ma non si arrende. Continueremo a fare il nostro lavoro: educare, formare, costruire futuro. Serve però la collaborazione di tutti, istituzioni e cittadini. Non possiamo abbassare la guardia”.
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