Torna RGB Light Experience 2020 “Opere di luce”

Carla Guidi - 16 Dicembre 2020

Dal 19 al 22 dicembre 2020 torna a Roma RGB Light Experience, il festival urbano di light art, urban light e video-mapping prodotto da Luci Ombrehttp://www.luciombreventi.com/ Diretto da Diego Labonia che fin dal 2015 porta a Roma le opere di luce firmate da artisti visivi e light designer nazionali e internazionali. RGB Light Experience 2020 è vincitore dell’Avviso Pubblico “Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022”.

Diciotto opere di luce site specific in quattro luoghi della Capitale, una mostra itinerante che per quattro giorni prova a ridisegnare le superfici architettoniche urbane, creando nuovi immaginari che mettano al centro un diverso rapporto fra Uomo e Natura e trasformando la città in un vero museo a cielo aperto. Giunto alla sua quinta edizione, quest’anno il festival/exhibition cambia modalità di fruizione, nel rispetto delle attuali normative di contrasto alla diffusione del Covid-19.

Infatti – in questi tempi dettati dalla distanza, dall’isolamento e dalla paura il progetto RGB è stato completamente ripensato per permettere che si svolga nel pieno delle sue possibilità. Invece della consueta passeggiata lungo un percorso disseminato di opere d’arte, saranno le opere stesse a muoversi all’interno del tessuto urbano- afferma Diego Labonia, Direttore Artistico di RGB.

E così due camion attrezzati porteranno ogni giorno in un sito diverso dei quattro selezionati tutte le opere in programma, che – dalle 18.30 fino all’ora del blocco previsto dalla normativa vigente – saranno fruibili dai pedoni, da chi passa in auto o sui mezzi pubblici, dalle finestre degli appartamenti ma anche in diretta streaming gratuita sul canale Vimeo e sugli altri canali social di RGB.

Naturare è il leitmotiv e titolo di quest’anno: un invito a ribaltare la concezione Antropocentrica e considerare l’Umanità come parte fra le altre di un sistema interconnesso, i cui equilibri sono oggi stati già gravemente compromessi. Video-illuminatori, luci motorizzate di vario tipo, laser e diffusori sonori saranno i pennelli con i quali gli artisti selezionati potranno creare ambienti emozionali, interagendo con l’architettura dei luoghi scelti. Per una notte infatti le strutture in questione si potranno riscattare: ogni artista interverrà sulle architetture, rendendole altro rispetto all’immaginario quotidiano al quale involontariamente siamo costretti; e il pubblico potrà esplorare questo particolare patrimonio materiale mettendolo in relazione con un nuovo patrimonio immateriale. Un’azione artistica, dunque, che racchiude in sé un messaggio politico. Un’azione effimera che però vuole avere un valore nel tempo, una possibilità che questo possa diventare permanente.

Sono questi i concetti alla base delle opere di Mariano Peccinetti, in cui l’elemento umano ha nei confronti dell’elemento naturale un atteggiamento contemplativo, ma anche dell’opera Tutto tatto dell’artista intermediale di fama internazionale Lino Strangis, dedicata alla perdita dei contatti umani in tempi di pandemia alla celebrazione del genio di Yves Klein in Y.K.

L’altra metà del cielo è titolo dell’opera dell’artista e architetto Diego Repetto in compagnia di uno dei più importanti musicisti, compositori e produttori indipendenti italiani degli ultimi 40 anni, Gianni Maroccolo. Dai molteplici interventi dell’attrice, videomaker, regista e performer Simona Verrusio, che in Ellissi 2.0 si muove fra astronomia, matematica, pittura e cinema, alle morbide luci policrome esaltate da sonorità a tratti dolci, a tratti vibranti, di Giardino di cemento, intervento firmato dal duo tutto al femminile composto da Chiara Patriarca e Francesca Cecarini, attive da anni in campo teatrale e musicale come scenografe e light designer. E se Overflow, progetto del collettivo multimediale DELTAPROCESS, si muove attraverso le mappe psico-geografiche e la tecnica della deriva di Guy Debord, mostrando il processo di evoluzione spaziale di una muffa sulla mappa del Pigneto, l’artista olandese Hinrich Gross in Groninger Tiles riflette sulla natura dei pixel.

Dall’immagine digitale di Gross si passa poi alla reinterpretazione in chiave contemporanea della scatola ottica proposta da Lea Brugnoli e Anna Torazza, artiste ma anche madre e figlia, che a RGB presentano Dissolvenze, nuovo tassello del loro ciclo sul pre-cinema. L’artista multidisciplinare Luca Cataldo presenta invece Legame, opera che riflette su alcune modalità simbiotiche che legano il mondo vegetale a quello animale mentre l’interazione fra uomo e natura all’interno di un contesto metropolitano è il cuore di Crescerà l’erba sulle nostre città, opera firmata da Luca Mauceri con il collettivo fiorentino MediaMash Studio. In Data Storming, invece, lavoro dell’ensemble di creativi Quadro Quantico, un flusso caotico di dati trova un proprio equilibrio armonioso nell’accostamento al movimento sinuoso degli uccelli nel cielo, diventando un vero quadro digitale che invade lo spazio pubblico modificandone la percezione.

Su un fronte simile si muove Concrete Walls del duo internazionale Collettivo L4R: pennellate di luce pronte a ridefinire i muri cittadini per comporre una rappresentazione in forma di mosaico della Natura e attivare processi di contemplazione, attività quasi dimenticata da chi vive nelle selve di cemento. In Fino a qui Daniele Spanò propone invece una riflessione sull’architettura come superficie che separa l’interno dall’esterno, in questo caso uno spazio intimo come il teatro con uno spazio pubblico come la piazza.

Un ragionamento sviluppato in forma diversa anche dagli artisti Olga Tuzova e Lorenzo Pagella con Teatri d’Italia, carrellata malinconica sui teatri vuoti di questo periodo pandemico che si prendono la strada come nuovo spazio per andare in scena davanti a un pubblico reale. A RGB Tuzova e Pagella presentano anche La vita prima e dopo, opera con un titolo che non lascia spazio a equivoci nel suo riferirsi alla drammatica spaccatura temporale nelle nostre vite generata dalla pandemia.

Segni di luce, del collettivo di fotografi e performer I Light, sarà invece una vera e propria antologia in loop dei loro migliori lavori di light painting, mentre la giovane artista barese Flavia Tritto, ispirata dalla letteratura femminista sui “bodies of water” presenterà Raw Flows, una serie di quattro video-installazioni site specific che invitano a immaginarsi e a riscoprirsi come forme d’acqua:

Fatti d’acqua, siamo meno soli. Ci possiamo riscoprire fluidi, interconnessi con il mondo e con gli esseri viventi, con tutta la materia, organica e inorganica. Fatti d’acqua, trasmutiamo, siamo poliformi e flessibili. Vibriamo a tempo di musica. Ci riempiamo e ci adattiamo –

Il sound e visual artist francese Jeremy Oury gioca in modo equilibrato fra componente audio e componente video in Emersive, opera/performance ipnotica che attraverso griglie e frattali esplora le varie tipologie di spazio di un microcosmo, su un tappeto sonoro che evoca, grazie all’uso di registrazioni d’archivio, il contributo apportato alla nostra società dalle scoperte scientifiche e dall’evoluzione tecnologica.

A completare in modo perfetto questa intensa programmazione ci pensa l’opera Attraversamenti#02 di Simone Palma e Raffaele Settembre, due artisti attivi nel campo teatrale, che in questo caso si concentrano sulla questione dell’identità e della percezione di sé:

Ogni tanto tocco il mio corpo per capire se sto sognando. Guardarmi allo specchio non basta per rendermi conto della mia esistenza, ormai non vedo più il mio volto. L’immagine riflessa non so a chi appartenga. Mi sembra di vivere la vita di un’altra persona, vedendomi da fuori in una sequenza d’immagini che scorrono lentamente: dove sono io?-

Infine, dal 20 al 30 dicembre, sarà in programma anche La necessità di modificare l’esistente, un ciclo di incontri con manager, docenti e artisti, che prevede anche laboratori per i più piccoli e workshop intensivi rivolti a chi vuole approfondire la conoscenza della light art e dell’arte digitale.

Il primo, il 20 dicembre, dal titolo “Naturare”, coinvolgerà tutti gli artisti in programma a RGB. Il giorno seguente, 21 dicembre, saranno due gli appuntamenti: la mattina, alle 10.30, l’incontro dal titolo “Luce trasversale” che coinvolgerà i docenti Isa Helena Tiburcio dell’Accademia di Belle Arti di Brera e Gisella Gellini del Politecnico di Milano, il manager Mauro Annunziato di ENEA e gli artisti Diego Repetto e Flavia Tritto; mentre alle ore 20, appuntamento con “Whisper Talk”, le conversazioni via radio curate da Carlo Infante/Urban Experience. Il 22 dicembre sarà invece la giornata dedicata alle “Riflessioni per un nuovo paesaggio urbano notturno” con il docente de La Sapienza Stefano Catucci, gli artisti Daniele Spanò e Federico Petrei di DELTAPROCESS e la fondatrice di Light Follows Behaviour Elettra Bordonaro. Il 28, 29 e 30 dicembre saranno le tre giornate dedicate al ciclo formativo “Luce e interattività: progettazione e physical computing” curato da Fab Lab Ostiense. Sempre Fab Lab, infine, organizza il 28 e 29 dicembre “Scratch. Videoarte per bambini”, laboratorio didattico per bambini dai 7 ai 10 anni.

I LUOGHI

Parco Giordano Sangalli | 19 dicembre – viale dell’Acquedotto Alessandrino

Il Parco Giordano Sangalli si trova in Viale dell’Acquedotto Alessandrino ed è uno dei tre parchi pubblici del quartiere di Tor Pignattara. L’area dell’Acquedotto fu interessata nel corso del ‘900 da fenomeni massicci di speculazione edilizia e di edilizia spontanea. Immigrati dal sud Italia ma anche sfollati del centro durante il periodo fascista costruiscono le loro case addossandole proprio all’Acquedotto. Una volta abbattute, hanno lasciato spazio all’attuale parco Sangalli.

Parcheggio Pavoni-Pigneto | 20 dicembre Tra via del Pigneto e via Luigi Pavoni

L’area parcheggio Pavoni/Pigneto rappresenta quello che può accadere quando si costruisce senza nessuna progettazione urbanistica, ma lasciando semplicemente spazio al mero accostamento casuale di palazzi alti quattro volte le costruzioni già esistenti. La casualità ha dunque creato una bruttura: cinque muri ciechi fanno da scenario in questo incastro di colate di cemento, creando una “naturale” zona parcheggio.

Sopraelevata Tangenziale Est | 21 dicembre via Prenestina, altezza civico 52

È il tratto sopraelevato sulla via Prenestina della Tangenziale Est, una strada ad alto scorrimento progettata dall’architetto Kenzo Tange negli anni ‘60 ma già prevista dal piano regolatore del 1909, nata per unire la parte settentrionale e meridionale della città. La sopraelevata della tangenziale Est è stata una scelta azzardata, un’idea di inizio ‘900 che aveva tutte le possibilità di svilupparsi nel migliore dei modi ma che è finita per insinuarsi tra gli immobili costruiti dopo la speculazione edilizia del dopoguerra, creando così scenari urbani che sono sempre stati associati al degrado.

Rampa Prenestina | 22 dicembre – via Teano, altezza civico 223

Il complesso è stato costruito come magazzino per il Teatro dell’Opera. Cambiò in parte destinazione alla fine degli anni ‘60 e venne adattato a scuola. Negli anni ’70, nei piani superiori, ha ospitato la funzione residenziale accogliendo famiglie di sfrattati. Al momento la parte circolare è abbandonata, sarebbe un sito perfetto per un Museo della Luce.

https://www.instagram.com/rgblightexperience/ – info@rgblightfest.com

 

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