

Danneggiato un portone in via Paolo Emilio Sfondrati. Indagini in corso
Un boato improvviso, secco, capace di far vibrare muri e nervi. Così, nella tarda serata di ieri domenica 23 novembre, un ordigno rudimentale ha scosso un palazzo di via Paolo Emilio Sfrondati, nel cuore di Torrevecchia.
L’esplosione ha fatto saltare in aria i vetri dell’androne, sparsi come schegge sull’ingresso dell’edificio. Pochi secondi dopo, decine di residenti hanno abbandonato i loro appartamenti, riversandosi in strada ancora scossi e increduli.
Era circa mezz’ora dalle 22 quando qualcuno ha lanciato il petardo ad alto potenziale nell’ingresso del palazzo, colpendolo con una precisione inquietante. Nessun ferito, per fortuna, ma tanta paura e un danno che parla da solo.
Sul posto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati gli agenti del commissariato Primavalle con la polizia scientifica, insieme ai vigili del fuoco. Gli investigatori hanno setacciato l’androne alla ricerca di frammenti, inneschi e tracce utili a risalire agli autori del gesto.
Nelle prossime ore, nel mirino finiranno anche le telecamere di sorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso chi si è avvicinato alla palazzina.
L’attacco non è un caso isolato. Torrevecchia, così come altri quartieri della Capitale, è da mesi teatro di esplosioni simili, piccoli ordigni usati come messaggi, avvertimenti o dimostrazioni di forza.
Una scia inquietante che alimenta il sospetto di un’azione legata alla malavita locale, forse un regolamento di conti, forse un avvertimento indirizzato a qualcuno che vive proprio lì.
Francesco Collarino, segretario di Forza Italia nel municipio XIII, ha così commentato: “La situazione della sicurezza nel quadrante di Torrevecchia è ormai insostenibile. Avevo già segnalato il problema in estate, dopo il primo episodio, sollecitando amministrazione e sindaco a intervenire con misure concrete. Oggi, però, sembra essere più importante inaugurare parchi in pompa magna, a due passi dall’accaduto, piuttosto che lavorare fattivamente per garantire la sicurezza dei residenti. Noi continueremo a esserci, al fianco di chi oggi non si sente più libero e sicuro nel proprio quartiere. Le periferie non sono terre di nessuno: sono comunità vive che meritano rispetto”.
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