Torrino: dopo la violenza sulla cuoca nella scuola Santa Chiara i residenti chiedono bonifica aree verdi limitrofe

Intervista a Francesco Carissimi del Gruppo Facebook ‘Amici di Poggio del Torrino’
Patrizia Artemisio - 17 Maggio 2021

Accadeva l’11 maggio in un quartiere ‘bene’ di Roma, lo abbiamo letto sui giornali tra i fatti di cronaca: aggressione e stupro di una cuoca nella scuola parificata Istituto Santa Chiara al Torrino. Ci è sembrata una notizia venuta da lontano, qualcosa che non ci appartiene. Ma adesso, come un esercito di esordienti Sherlock Holmes, ci ritroviamo, nell’accompagnare i bambini a scuola, a dare un’occhiata agli ingressi su tutto il perimetro dell’edificio.

Sui social intanto appare una petizione. “Chiediamo l’immediata bonifica e messa in sicurezza delle aree verdi intorno alla scuola. Parco via delle Comete, Parco via Troiani-Jachino, l’area verde su via Troiani, aree di rifugio per senza tetto e delinquenti. Lo stupratore si nascondeva nelle aree oggetto della petizione e si è allontanato senza essere visto addentrandosi sempre nelle stesse aree di degrado dove c’è anche una baracca…”. Abbiamo cercato l’autore, è Francesco Carissimi, papà di una piccola alunna del Santa Chiara, che già un mese fa aveva creato il gruppo Facebook ‘Amici di Poggio del Torrino’. E gli abbiamo posto alcune domande.

Come è partita la petizione? 

“Noi ci siamo organizzati in un gruppo da circa un mese per tenere pulite le aree verdi. Poi è successo questo fatto, noi conoscevamo benissimo il problema del degrado che c’è dall’altro lato dell’Istituto Santa Chiara, dove dovrebbe essersi addentrato lo stupratore, e quindi, per cercare di dare una mano, ho creato questa petizione ed ho iniziato a diffonderla sui social. Il nostro gruppo aveva come intenzione quella di chiedere l’affido delle aree verdi qui intorno visto il degrado che c’è. Abbiamo delle aree verdi molto ampie, c’è quella in via delle Comete, quella di via Troiani-Jachino, un’area che ha anche un problema con un costruttore che dovrebbe terminarla ma sono circa vent’anni che sta così, poi c’è un’altra area verde che sta nella zona di Decima. Queste vengono pulite una volta l’anno ma viene solamente tagliata l’erba, non potano le piante, in pratica le aree sono abbandonate e costituiscono un rifugio per personaggi come quello lì. Proprio dietro al Santa Chiara abbiamo scoperto due baracche, è uscito fuori che ci vivono delle persone nascoste dalla vegetazione. Pur essendo una zona medio borghese, le strade sono sporche, le aree verdi abbandonate. Noi vorremmo iniziare a mantenere il verde da soli. Anche in altre zone di Roma i cittadini si sono organizzati in questo senso, formando gruppi autonomi e chiedendo l’affido al Municipio che poi contribuisce con una quota annuale e così i cittadini sono sicuri di poter tenere pulito”.

Avete provato a contattare la Retake?

“Si abbiamo provato, non hanno risposto. Non sono molto attivi credo”.

La petizione come sta andando?

“Abbiamo già circa 500 firme, c’è anche un gruppo di mamme del Santa Chiara ne ha creato un’altra”.

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Ci sono varie petizioni sullo stesso argomento, non potevate portare avanti uniti un’unica petizione?

“Il mio fine era quello di permettere a mia figlia di giocare nel parco che abbiamo sotto casa, non sono interessato ad alcun tipo di esposizione politica, come qualcun altro fa… a me interessa solo che ci sia il decoro in quest’area. Ho indirizzato questa petizione alla Sindaca e il giorno dopo le mamme del Santa Chiara hanno avuto la stessa idea e ne hanno fatta una per conto loro, non so perché. Hanno fatto girare la petizione nella scuola ed è partita così”.

Invece il gruppo Facebook che amministri è un gruppo di residenti?

“Si, siamo tutti di Poggio del Torrino, l’obiettivo è raggiungere una massa critica, trasformarci in associazione e chiedere l’affido delle aree”.

Tua figlia va a scuola all’Istituto Santa Chiara, ti senti sicuro dopo quanto è successo?

“Adesso certamente sì, al momento è tutto blindato, c’è la polizia, addirittura hanno messo guardie giurate, carabinieri in congedo. Certo è che dalla parte di dietro, su via delle Comete, che adesso hanno pulito, se uno va lì a vedere la rete di recinzione del Santa Chiara è stata abbattuta, probabilmente da questa persona che è entrata. Poi chiaramente stiamo parlando di un convento di suore, non è una caserma! Adesso comunque so che si sono attivate per rinforzare la recinzione, per mettere delle telecamere in più, però uno non può pensare che un pazzo entri a scuola e vada a violentare una cuoca della mensa, è una cosa che non succede neanche nei film! La scuola è organizzata per una gestione normale della sicurezza, non abbiamo ovviamente una vigilanza armata lungo il perimetro! E’ assurdo, eppure siamo arrivati a questo. Adesso ci sono persone a piantonarla ogni dieci metri..”

Cosa servirebbe per stare più tranquilli?

“Serve una maggiore pulizia, la potatura delle piante per riuscire anche a vedere chi sta dove, e più controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine”.

La petizione: https://www.change.org/p/sindaca-raggi-bonifica-e-sicurezza-parchi-limitrofi-istituto-santa-chiara-00144-roma?recruiter=554998391&utm_source=share_petition&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_medium=whatsapp&utm_content=washarecopy_28854298_it-IT%3A5&recruited_by_id=c10406a0-2f04-11e6-ad8a-b1330777f9ab


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