Tremate, tremate le Femen son arrivate…

il gruppo di attiviste ucraine conosciute in tutto il mondo per le loro sexy- proteste, sono approdate a Roma durante la manifestazione del Pd del 5 novembre 2011
di Maria Giovanna Tarullo - 8 Novembre 2011

Tremate, tremate le "Femen" son arrivate… Di certo non possiamo dire che il gruppo di attiviste ucraine conosciute in tutto il mondo per le loro sexy- proteste non siano di parola. Durante il servizio loro dedicato all’interno della trasmissione di Italia Uno "Le Iene" (video), avevano promesso che sarebbero approdate con la loro missione nella Capitale e ce l’hanno fatta.

Al grido di "Freedom for Women"(Libertà per le donne) il movimento di protesta femminile, fondato a Kiev nel 2008 da un gruppo di studentesse universitarie tra i 18 ed i 30 anni contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali, ha scelto la manifestazione dello scorso 5 novembre organizzata dal Partito Democratico a piazza San Giovanni per farsi conoscere dal popolo romano.
Per attirare le attenzioni dei manifestanti e delle forze politiche nostrane le cinque ucraine sono scese in campo come mamma l’ha fatte dipinte con i colori della bandiera italiana ed hanno esposto cartelloni contro il premier Silvio Berlusconi.

Una delle esponenti del gruppo, corona di fiori nascosta tra lunghissimi capelli biondi e manifesto con la scritta "Fuck you Silvio" alla mano, ha affermato:"Siamo qui per dire che i politici come Berlusconi non possono governare, non possono aiutare il popolo. Noi supportiamo queste persone, noi siamo contro Berlusconi perché noi in Ucraina abbiamo la stessa situazione con il presidente Viktor Yanukovich."

Prima di lasciare la città eterna le "Femen" non hanno resistito, così si sono dirette in piazza San Pietro per proseguire la protesta, in mezzo a migliaia di fedeli presenti per l’Angelus di Benedetto XVI, anche se solo in parte sono riuscite a portare a termine l’operazione. Prontamente gli agenti hanno bloccato l’azione fermando l’unica ragazza che era riuscita a denudarsi del velo nero indossato, con la denuncia per atti contrari alla pubblica decenza.

Ovviamente come ogni movimento di protesta che si rispetti le dolci donzelle ucraine dividono l’opinione pubblica visto il loro discutibilissimo modo di far sentire le loro ragioni. Loro stesse giustificano i metodi provocatori di protesta dichiarando " Questo è l’unico modo per essere ascoltati in questo paese. Se avessimo manifestato con il solo ausilio di cartelloni le nostre richieste non sarebbero state nemmeno notate."

Non resta che chiedersi riusciranno mai le donne a farsi sentire senza mostrare il corpo e togliersi di dosso l’etichetta di sesso debole?


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