

Ritardi fino a 150 minuti sull'Alta Velocità da Napoli e Firenze. Tromba d'aria ferma la Roma-Viterbo all'Acqua Acetosa
Una mattinata da dimenticare per migliaia di viaggiatori. Fin dalle prime luci dell’alba, il traffico ferroviario intorno a Roma ha iniziato a mostrare i primi segnali di sofferenza, trasformando il mercoledì 3 giugno in una corsa a ostacoli per pendolari, studenti e turisti.
Ritardi, cancellazioni, rallentamenti e lunghe attese hanno interessato sia le linee regionali sia l’Alta Velocità, mentre il maltempo che ha colpito la Capitale e il Lazio ha aggravato una situazione già critica.
Il primo drammatico stop si è consumato intorno alle 5:30 lungo la direttrice Roma-Napoli.
La circolazione ferroviaria è stata bruscamente interrotta nei pressi di Pignataro Maggiore, nel Casertano, a causa dell’investimento mortale di una persona.
L’evento ha congelato la linea, con i convogli d’élite e i treni regionali costretti a fermarsi nelle stazioni adiacenti o a procedere a passo d’uomo lungo i percorsi alternativi via Formia o via Cassino.
Nelle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina l’effetto domino è stato immediato. I tabelloni elettronici si sono tinti di rosso: alcuni treni Frecciarossa e Italo provenienti dalla Campania hanno accumulato oltre due ore e mezza di ritardo, mentre l’intera flotta di collegamenti tra il capoluogo campano e la Capitale ha registrato rallentamenti pesantissimi, intrappolando migliaia di passeggeri nei vagoni.
A peggiorare un quadro già compromesso si è aggiunto, intorno alle 9:00, un secondo fronte emergenziale, questa volta sulla Direttissima Roma-Firenze.
Un “inconveniente tecnico” agli impianti di circolazione nei pressi di Capena, alle porte nord della Capitale, ha richiesto l’intervento d’urgenza dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi).
Il guasto ha azzoppato i treni in arrivo dalla Toscana: i regionali hanno accumulato attese superiori alla mezz’ora, mentre i convogli AV diretti a Termini hanno registrato ritardi costanti tra i 40 e i 50 minuti.

A fare da amplificatore al caos ci ha pensato il meteo. Il violento temporale e la tromba d’aria che hanno investito Roma Nord-Est hanno creato forti disagi negli scali regionali minori.
In molte stazioni di scambio, prive di adeguate pensiline e coperture sulle banchine, i passeggeri si sono accalcati nei pochissimi punti riparati dalla pioggia battente.
Questo ha generato imbuti umani che hanno rallentato le normali operazioni di salita e discesa dai convogli, dilatando ulteriormente i tempi di marcia dei treni locali.
La situazione è precipitata anche sulle ferrovie ex concesse, ora gestite dalle aziende regionali. Sulla linea Roma-Viterbo (la famigerata Roma Nord) la circolazione è stata completamente interrotta a causa del crollo di un grosso albero, sradicato dal vento e precipitato sui binari nei pressi della stazione di Acqua Acetosa.
Mentre le squadre di Astral lavoravano con le motoseghe per liberare la sede ferroviaria dai tronchi, Cotral ha dovuto attivare un servizio di bus navetta sostitutivi che ha parzialmente tamponato il flusso di utenti.
Tra tragedie, guasti tecnici e alluvioni lampo, quella di oggi si archivia come una delle giornate più nere degli ultimi mesi per i trasporti del Lazio, lasciando dietro di sé una scia di coincidenze saltate, proteste furiose e banchine stracolme.
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