Tu chiamala se vuoi… assuefazione

di V. L. - 9 Giugno 2015

ragazzosedutoPenso che i cittadini romani (anch’io lo sono nel bene e nel male) devono vincere un certo senso di impotenza che si è impadronito di loro e reagire in qualche modo allo stato di degrado che ogni giorno ci accompagna, dal cassonetto sotto casa stracolmo di immondizia con la stessa che deborda in strada, con le cacche di cani in ogni dove, con la sporcizia sui mezzi pubblici, puntualmente in ritardo e affollatissimi.

Pensavo a questo mentre stamane lunedì 8 giugno alle ore 9,00 cercavo di incamminarmi lungo il marciapiedi per approdare all’ingresso della stazione di Ponte Mammolo. Ed ho pensato di reagire in qualche modo, ad un insopportabile stato di cose, documentando il mio contrastato viaggio con una sequenza di foto.

Nella foto numero 1 ecco come si presenta il tratto che precede l’ingresso. C’è un ragazzo seduto sul marciapiede e poi una serie di tende che occupano tutto il marciapiede con ogni genere di mercanzia, proprio davanti ad una palina di una fermata dell’Atac.

palinaeimondiziaFoto 2 come vedete è praticamente impossibile passare sul marciapiede e la protervia degli abusivi e il loro incontrastato dominio li porta di giorno in giorno a guadagnare sempre più spazio, concesso gratuitamente (mentre per una qualsiasi associazione sportiva e culturale in caso di utilizzo del suolo pubblico vengono richieste somme sempre più esorbitanti per attività spesso senza lucro). Addirittura alcuni scatoloni insozzano  e impediscono il passaggio perfino sulla strada, dove transitano anche i mezzi pubblici.

forche caudineNella foto 3 ecco le forche caudine attraverso le quali devo avventurarmi (e insieme con me tantissimi cittadini) per arrivare all’ingresso della stazione.

 

 

zingaraNella foto 4 trovo ad accogliermi nell’ingresso una zingara con la sua paccottiglia, accompagnata dal suo uomo con bicchiere di plastica per raccogliere l’elemosina (poco dopo lo osservo mentre srotola un pacchetto di banconote), sull’altro lato dell’ingresso due testimoni di Geova che vogliono convertirmi (alleluja!).

La Sposa di Maria Pia

Entro nel lato biglietteria e bar dove incontro un’amica per motivi di lavoro. E dopo l’incontro mi muovo per andare incontro a mio figlio che mi ha dato appuntamento in zona Monti del Pecoraro.

 

 

facciataUscendo do uno sguardo alla facciata della stazione che si presenta come indicato nella foto, poco lontano c’è una palina della metro incartonata che serve per pubblicizzare qualcosa.

furgoni

 

Sullo sfondo sono allineati numerosi furgoni che stazionano lì tutto il giorno a gratis a un passo dalla stazione mentre i cittadini “normali”, quelli non prepotenti, devono accontentarsi di parcheggiare a centinaia di metri di distanza, sperando di ritrovarla sana a salva.

 

furgone in curvaNon solo, tra questi prepotenti ce n’è uno ancora più “impunito” (sia nel senso della tracotanza e sia dell’assenza di punizione) che invade il marciapiede che conduce verso la scala che sale verso Monti del Pecoraro, come sempre piena di sporcizia.

 

muralesIn cima a quest’ultima, c’è un invito scritto sul muro a non pagare il biglietto, suppongo, della metro.

Superata la scala, sulla sinistra è stata chiusa una recinzione che racchiude gli extracomunitari attendati mentre sulla destra ci sono le rovine non rimosse del campo di via Messi d’Oro. (Ma di questo abbiamo già scritto sul nostro giornale)

Conclusione: offriamo queste foto all’attenzione dell’Atac, Vigili, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, del Municipio e del Comune per ricorda loro che non sanno tutelare il nostro bene comune. Potrebbe configurarsi (ma non sono un legale per poterlo appurare) un danno erariale e per certo un serio impedimento del pacifico godimento di beni pubblici e anche una connivenza con traffici per i quali non si paga alcunché allo Stato.

E questo accade proprio in questi giorni in cui noi cittadini siamo chiamati a pagare tasse, divenute sempre più pesanti, anche perché non si riesce a regolamentare questi commerci abusivi ad opera di persone che delinquono giornalmente senza che nessuna autorità muova un dito, se non per qualche operazione dimostrativa, saltuaria, che lascia il tempo che trova, quando non lo peggiora.

Chi mi ha seguito con pazienza fin qui, sappia che lo scopo di questo articolo è quello di vincere un senso di opaca rassegnazione ed assuefazione che, moltiplicata per migliaia di cittadini, favorisce poi l’ignavia di tutti quelli che sono preposti alle funzioni di garanzia della vivibilità di una comunità in una sorta di scaricabarile che porta tutti a non compiere la propria parte di dovere civico: dalla protesta, alla segnalazione, alla denuncia, alla sanzione.

Tu chiamala se vuoi… assuefazione (per parafrasare una celebre canzone)

La Sposa di Maria Pia

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