Tumori e leucemie tra i vigili urbani a causa dell’elettrosmog

A rischio anche altre categorie professionali
Comunicato stampa - 27 Giugno 2008

Apprendiamo, dai dati raccolti dall’Associazione romana dei Vigili Urbani (Arvu), che l’esposizione del personale lavorativo alle onde elettromagnetiche generate dai dispositivi e dagli strumenti di lavoro potrebbe aver causato in pochi anni numerosi decessi e patologie tumorali e leucemiche.

Dunque, l’allarme lanciato dal Coordinamento dei Comitati contro l’Elettrosmog qualche settimana fa deve aver stimolato i vertici della categoria a raccogliere in un dossier i casi di malattie e decessi tra il personale della Polizia Municipale.

Avevamo, pertanto, ragione a denunciare quello che appare evidente da anni e cioè che vi sono categorie professionali, particolarmente esposte ai campi elettromagnetici prodotti da alcune strumentazioni tecnologiche, attualmente private della tutela di prevenzione sanitaria.

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Questo vale per i vigili urbani, come per gli appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma (Carabinieri, Finanza, ecc…), ma vale anche per i giornalisti e gli operatori addetti alle Telecomunicazioni, come i tecnici impiegati per i servizi esterni.

Queste categorie di lavoratori sono costrette, per contratto, ad utilizzare apparecchiature altamente inquinanti, dotate di tecnologia Wi-Fi (senza fili) e, secondo i risultati di una complessa ed approfondita analisi condotta da un qualificato pool di ricercatori internazionali, vi sarebbero concreti rischi di contrarre tumori al cervello ed al nervo acustico per chi si espone in maniera continuativa ai campi elettromagnetici generati da tali dispositivi.

Ci domandiamo, pertanto, se il monitoraggio condotto dall’Arvu fosse esteso anche alle altre categorie a rischio, quali conseguenze in termini di dati epidemiologici e clinici possano emergere, posto che con riferimento al personale delle polizie e dell’Arma non ci risulta essere mai stato effettuato e/o pubblicato alcun rapporto in merito.

Sollecitiamo le organizzazioni sindacali a farsi carico di pretendere presso i propri datori di lavoro l’attivazione di efficaci procedure di controllo sui campi elettromagnetici nei luoghi di attività.

Parimenti, chiediamo che la Magistratura, sulla scorta degli allarmanti dati forniti dal Corpo di P.M. della Capitale, faccia luce sui decessi e le patologie riscontrate tra il personale, aprendo un’inchiesta per stabilire le reali cause delle morti e delle malattie evidenziate.

Giuseppe Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani contro l’Elettrosmog


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