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Un altro Paese senza diritti umani nel Consiglio Onu per i diritti umani – Serve la prevenzione, però la taglio – Centomila, cinquantamila o settemila? – “Ma questi che dicheno?” – Il ruggito della pantera di Goro

Fatti e misfatti di ottobre 2016

Un altro Paese senza diritti umani nel Consiglio Onu per i diritti umani

“L’Assemblea generale dell’Onu – due giorni fa – ha detto sì, con 173 voti su 193, all’ingresso dell’Egitto nel Consiglio per i diritti umani”.

A chi ha chiesto alla Farnesina se l’Italia, che attende ancora la verità sul brutale assassinio di Giulio Regeni, abbia votato anche lei sì, la risposta è stata che non poteva dirsi nulla perché il voto è stato segreto. Stupisce, comunque, che ben 173 Paesi abbiano votato l’ingresso, nel Consiglio Onu per i diritti umani, di quell’Egitto che – stando ai dati di Amnesty International – vanta 41 mila prigionieri politici, 1.700 “desaparecidos”  nel solo 2015 e 754 omicidi extragiudiziari nei primi cinque mesi di quest’anno, D’atra parte, però, nel Consiglio Onu per i diritti umani sono presenti ad esempio, già da tempo, Paesi come la Cina, dove le migliaia di esecuzioni annuali vengono precedute dall’espianto degli organi dei condannati, e l’Arabia Saudita, dove le decapitazioni pubbliche sono più popolari di una partita di calcio. Povero mondo, se perfino l’Onu, con il cinico pretesto della diplomazia e degli equilibri politici mondiali, non esita a vendersi l’anima al diavolo.

Serve la prevenzione, però la taglio

“Occorre sempre più prevenzione – si va giustamente sostenendo, ancor più, durante questi giorni di terribili terremoti nel Centro Italia – per scongiurare, in futuro, altre tragedie”.

Peccato, però, che quanto di va giustamente sostenendo cozzi con una clamorosa realtà: i Dipartimenti di scienza della terra, le scuole che insegnano a capire il territorio sul quale dovrebbero essere edificate le abitazioni, sono stati ridotti da 28 ad 8. Alla faccia, dunque, di una prima qualificata prevenzione. E con tanti ironici applausi a quanti la prevenzione invocano e la prevenzione invece stroncano. “La madre degli scemi è sempre incinta”, sì, ma anche la madre degli ipocriti.

Centomila, cinquantamila o settemila?

“Alla manifestazione in favore del “sì” – ieri in Piazza del Popolo a Roma – dal palco si è annunciato: “Siamo in centomila”. Poi, più tardi, gli stessi organizzatori hanno dato la cifra di 50 mila. Ma la Questura ha calcolato 7 mila presenti”.

Centomila sicuramenete no. Ma 50 mila o 7 mila? Le aquile renziane opteranno per 50 mila, i gufi antirenziani per 7 mila. E, così, contenti tutti. In attesa di rifare i conti alla prossima “Leopolda” a Firenze.

“Ma questi che dicheno?”

“Davanti al Coloseo – sempre ieri – una trentina di studenti attivisti del “no” sono comparsi vestiti da antichi romani e hanno parlato, ai presenti, in latino”.

Molto originale, ma con risultati, ovviamente, negativi. A testimoniarlo, fra tanti altri, un commento: “Ma questi che dicheno?”.

Il ruggito della pantera di Goro

“Se avessi abitato ancora a Goro – ha ruggito, ai suoi concittadini i quali non hanno voluto accogliere una trentina di donne immigrate, la cantante Milva – le avrei ospitate io”.

Solidale e generosa. Ma la cantante Milva ex “pantera di Goro” abita ora, a Milano, in un vasto appartamento in zona Porta Venezia. Perché, allora, non chiedere di ospitarle lì?.

 

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