Un incendio non inaspettato

Quello nel Parco di Centocelle e nel Pratone di Torre Spaccata del 9 luglio 2022
Aldo Pirone - 11 Luglio 2022

Il 9 luglio 2022 sera abbiamo dovuto tapparci in casa per l’incendio sviluppatosi dal Parco di Centocelle che si è esteso anche al contiguo “Pratone” di Torre Spaccata. C’era da aspettarselo. Non è la prima volta che l’area del Parco è interessata dai fuochi. Nel 2017, sindaca Raggi, era stato il canalone su via di Centocelle a prendere fuoco. Roma in un mese è stata interessata da quattro grandi incendi, e ciò ha fatto ipotizzare cause non naturali dovute a qualche intervento dell’uomo e di interessi antiecologici e antiambientalisti legati al problema drammatico dei rifiuti. Il sospetto non è campato in aria, ma, come suol dirsi in questi casi, la Magistratura indaga.

Al di là delle indagini giudiziarie, l’incendio di sabato 9 luglio non giunge inaspettato. Bastava ascoltare alcune interviste volanti dei cittadini dei quartieri circostanti per rendersene conto. Il “Parco di Centocelle” non è mai decollato. Ne fu aperta una porzione di 33 ettari nel 2006 dal sindaco Veltroni, poi rapidamente degradata anche a causa del vicino campo rom Casilino 900 in seguito delocalizzato da Alemanno senza bonificare l’area. Il vero tappo al decollo del Parco sono gli autodemolitori su viale Togliatti e su via di Centocelle, cui in vari decenni non si è trovata una delocalizzazione alternativa da parte di Regione e Comune di qualunque colore politico. Il fuoco dell’altro giorno ha divorato anche alcuni di loro, per questo il fumo che ha invaso il cielo era così denso e così nero pieno di diossina.

E ora? Ora bisogna fare il Parco. Ex malo bonum (“Dal male viene il bene”). Non solo le fiamme hanno reso ineludibile lo spostamento degli autodemolitori, ma il sindaco Gualtieri dovrebbe assumere l’impegno a un intervento archeologico-ambientale di grande significato e di riqualificazione urbana nella Periferia sud-est. Centocelle più il “Pratone” di Torre Spaccata costituiscono un corridoio verde da far diventare, per i quartieri circostanti densamente edificati del VII e V Municipio, una sorta di Central Park. Unitamente alla realizzazione del tram su viale Togliatti da Piazza Cinecittà a Ponte Mammolo. Ma ci vuole una visione strategica che l’attuale amministrazione comunale non sembra avere o tarda ad arrivare. E ci vogliono soldi, tanti soldi a cominciare dalla bonifica sia dell’area di Centocelle sia del “Pratone”.

Saranno in grado di farlo? Boh! Hic Rhodus hic salta («qui siamo a Rodi, e qui salta»)*.

Ultimamente si è affacciata l’idea di collocare nel “Pratone” di Torre Spaccata lo sviluppo degli Studios di Cinecittà. L’Ad Maccanico ha detto la sua che non coincide con quella dell’assessore all’urbanistica comunale Veloccia. Anche le associazioni partecipative e i Comitati di quartiere del territorio hanno le loro idee in proposito.

Che cosa aspettano gli amministratori comunali e municipali ad avviare il processo partecipativo sulle trasformazioni urbane previsto dalla delibera 57/06?

*. Frase che in una favola di Esopo viene rivolta a un millantatore il quale si vantava d’aver fatto un grandissimo salto nell’isola di Rodi; se la prodezza fosse stata autentica, avrebbe potuto ripeterla in qualunque luogo e momento. Si usa citare la frase per deridere gli spacconi e metterli alla prova.

La Sposa di Maria Pia

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