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Un incubo in casa: la banda armata, la figlia minacciata e l’ordine di tagliare un orecchio

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata e porto abusivo di armi

Un’aggressione brutale, un sequestro in piena regola, una banda pronta a tutto per mettere le mani su un mazzo di chiavi e su qualche migliaio di euro.

È l’inquietante retroscena che si cela dietro un episodio avvenuto a maggio in un appartamento di via di Valle Melaina, nella periferia nord della Capitale, e che oggi ha portato a sei arresti da parte della polizia, su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia.

I protagonisti della vicenda sono una coppia, aggredita mentre si trovava nell’abitazione affidatagli da amici al momento fuori città. A fare irruzione, nella notte, quattro uomini armati, che li hanno minacciati, picchiati e trattenuti con la forza per costringerli a consegnare le chiavi dell’appartamento.

“Dateci le chiavi o vi facciamo del male”

Il racconto è da brividi. L’uomo viene scaraventato a terra e colpito alla testa con il calcio di una pistola. La donna, imbavagliata, non riesce nemmeno a chiedere aiuto. I malviventi li disarmano dei cellulari e li tengono sotto minaccia con una pistola e due coltelli.

A rendere il tutto ancora più surreale è la videochiamata avviata da uno degli aggressori: dall’altro capo, un uomo con accento campano, che afferma di trovarsi in carcere, impone alla coppia di consegnare le chiavi. Seguono telefonate di un presunto fratello del detenuto, che detta ordini precisi: collaborare o subirne le conseguenze.

immagine di repertorio

La minaccia alla figlia e l’ordine shock: “Tagliategli un orecchio”

Non bastano le minacce: la pressione psicologica sale quando i criminali iniziano ad alludere alla figlia della coppia, di cui mostrano di conoscere abitudini e dettagli di vita. Poi, l’ordine agghiacciante: “Tagliategli un orecchio e picchiate la moglie”. A quel punto la donna cede, temendo il peggio: consegna le chiavi e 3.000 euro in contanti.

Il gruppo, prima di darsi alla fuga, saccheggia l’abitazione. La refurtiva – insieme a una pistola e ai coltelli usati nell’aggressione – verrà recuperata successivamente dalla polizia, che quella notte blocca tre dei quattro presenti grazie all’intervento dei Falchi della Squadra Mobile.

L’indagine e gli arresti

Le indagini, però, non si sono fermate lì. Nei mesi successivi, la VI Sezione della Squadra Mobile ha proseguito il lavoro sotto la direzione della DDA, fino ad arrivare, nella mattinata di oggi 14 luglio, all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata e porto abusivo di armi.

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