

La presentazione del libro Il 18 marzo 2016, alle ore 17.30 in vicolo del Bologna 72 a Trastevere
Il 18 marzo 2016, alle ore 17.30, nella saletta dell’Aleph in vicolo del Bologna 72 a Trastevere sarà presentato il libro di Roberto Pagan Un mare d’inchiostro, Edizioni Cofine, Roma 2015.
Il volume raccoglie gran parte della produzione critica e letteraria dell’Autore comparsa su rivista nel corso degli ultimi vent’anni.
Introduce l’incontro Luigi Celi, Intervengono Maria Clelia Cardona e Francesco Dalessandro.
L’Autore. Roberto Pagan è nato nel 1934 a Trieste, dove si è formato nella scia degli ultimi rappresentanti di quella grande stagione giuliana della cultura mitteleuropea: Saba, Giotti, Stuparich, Marin.
Scrittore, critico e poeta, la sua opera in versi è compresa in: Sillabe, Il Ventaglio, Roma, 1983; Genealogie con ritratti, Bastogi, Foggia, 1985; Il velen dell’argomento, Edizioni del Giano, Roma, 1992, Per linee interne, Interlibro, Roma, 1999; Miniature di bosco – 101 haiku, Zone Editrice, Roma, 2002; Vizio d’aria, ivi, 2003, Il sale sulla coda, ivi, 2005, Archivi dell’occhio, ivi, 2008 (vincitore premio “Minturno” 2009; finalista al premio “Feronia” 2009), Alighe, Ed. Cofine, Roma, 2011 (vincitore del premio “Città di Ischitella-Pietro Giannone” 2011); Le belle ore del Duca, ivi, 2012; Robe de no creder (Cose da non credere). Versi in dialetto triestino, ivi, 2014 (finalista al premio “Salva la tua lingua locale” 2015).
Dal 1969 vive tra Roma e la Maremma toscana.
Il Libro. Il volume raccoglie la produzione critica degli ultimi quindici anni apparsa in varie riviste, in particolare su ‘pagine’ e “I fiori del male”, o comunque fatta oggetto di conversazione in qualche incontro letterario.
Il tema del riso in poesia riempie tutta la prima sezione: nove piccoli saggi sotto il segno di Talìa, la musa del “comico”, pubblicati su ‘pagine’.
Ancora su ‘pagine’ (ecco il gioco di parole del sottotitolo: pagine su ‘pagine’) furono in gran parte pubblicate le note critiche della seconda sezione: scritti di tono più divertito e leggero assieme ad altre riflessioni di maggior respiro, fino ai saggi dedicati alla memoria di Armando Patti e Achille Serrao.
La terza sezione vira sul quadrante nord-est: Trieste e dintorni. Le origini, la formazione umana e letteraria dell’autore. I suoi maestri ideali (Saba soprattutto) e i suoi conterranei in genere: tutta quell’atmosfera tipica di una terra di confine e mitteleuropea. E, in più, qualche pagina di confessione e di analisi della propria opera.
Infine la quarta sezione, “Il Parnaso degli amici”, allinea cinquanta recensioni di opere in verso e in prosa di autori, spesso assai diversi tra loro, con cui Pagan ha conservato negli anni legami di affettuosa consuetudine.
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