Un progetto di riconversione del Comitato Salviamo il Forlanini

La commissione Riforma per il sistema sanitario regionale, presieduta da Luigi Celori (An), ha ascoltato le proposte
di Francesca Romana Antonini - 11 Settembre 2008

Continua la vicenda della chiusura dell’Ospedale Forlanini nel XVI Municipio a Roma.

Ieri, 10 settembre, la commissione speciale “Raccolta di analisi e predisposizione proposte per riforma del sistema sanitario” ha ricevuto in audizione una rappresentanza del comitato “Salviamo il Forlanini”, per l’esposizione di un progetto di riconversione della struttura.

Il comitato, nato nel 2007 e forte di una petizione di 45mila firme consegnate in Campidoglio contro la chiusura dell’ospedale, ha manifestato la preoccupazione di cittadini e lavoratori dopo l’annuncio di Marrazzo circa il futuro accorpamento al San Camillo, nell’ambito della manovra di taglio di posti letto nella sanità laziale.

Durante l’audizione presieduta da Luigi Celori e con la presenza dei consiglieri D’Ovidio e Robilotta ha ascoltato le proposte del Comitato Spontaneo, volte alla razionalizzazione ed al contenimento della spesa, e cioè:

– mantenimento della vocazione sanitaria della struttura;

– riconversione di alcuni spazi da destinare all’assistenza e all’integrazione socio-sanitaria;

– destinazione di spazi alle esigenze didattiche della Regione Lazio;

– creazione di reparti di lungo degenza;

– concessione di locali ad istituti scientifici che attualmente non trovano idonea collocazione;

– valorizzazione e ristrutturazione del già presente Museo Anatomico;

– spazi da destinare ad un centro polivalente a servizio del Municipio;

– creazione di un centro di Educazione alla Salute.

Il presidente della Commissione, Luigi Celori (An), ha recepito la documentazione prodotta e ha così replicato: “Per quanto siamo dinanzi ad atti commissariali, sono certo che la politica ha ancora molti margini d’intervento prima della loro concreta applicazione. Il governo nazionale, ad esempio, di sicuro sarà chiamato a breve a pronunciarsi sul reale impatto economico del ventilato accorpamento del Forlanini al San Camillo, e non è detto che il provvedimento predisposto dal commissario Marrazzo soddisfi appieno le esigenze di riduzione del deficit sanitario. Per il momento è necessario stabilire che i reparti d’eccellenza attualmente presenti al Forlanini, anche se trasferiti, non vadano in nessun caso smembrati”.

"Contestiamo l’analisi economica fatta sul Forlanini – ha reso noto il Comitato – bisogna valutare i pro e i contro, per ora è stato caricato solo un piatto della bilancia. Siamo per la razionalizzazione della spesa e per la buona gestione. Diciamo no ai tagli e alla soppressione dei posti letto. Perché trasferire qualcosa che funziona, quando, tra l’altro, con fondi regionali, sono stati fatti negli anni passati grossi lavori, con un investimento di milioni di euro. Tutti i soldi spesi andranno buttati ?".

Tra le proposte avanzate dal Comitato, in sede di Commissione, la messa a reddito degli spazi vuoti, la possibilità di creare un centro convegni e congressi specifico per l’ambiente medico, la possibilità di trasferire nei reparti del Forlanini inutilizzati o da riconvertire, i sevizi del 3° e 4° distretto della Asl Roma D, per i quali attualmente sono versate annualmente ingenti somme in affitto e mutui ai privati. La possibilità di realizzare progetti di finanza, come ad esempio la costruzione di un ampio parcheggio.

Infine, il Comitato ha anticipato che entro la fine del mese sarà finalmente chiarito il mistero della destinazione d’uso della struttura che, per il momento, sembrerebbe vincolata in base ad una disposizione dei Doria-Phanphili. Gli accertamenti sono rimessi al superamento di alcuni problemi legati al sistema degli archivi.

«Se mai dovrà avvenire la dismissione del Forlanini – ha aggiunto il presidente Celori – lo spostamento del padiglione deve avvenire in blocco. Non si possono smembrare i reparti di eccellenza. Il "Padiglione Forlanini" dovrà essere trasferito al San Camillo solo a condizione che si mantenga l’unitarietà delle prestazioni».


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti