

Trovati frammenti di vecchie coperture tossiche trascinati dalla furia del vento: la ASL Roma 1 installa quattro centraline per il monitoraggio dell'aria
A oltre una settimana dalla violenta tromba d’aria che ha colpito i quadranti di Prati Fiscali, Conca d’Oro, e buona parte di Roma Nord Est, i vari quartieri continuano a fare i conti con le conseguenze del maltempo.
Le immagini degli alberi sradicati, delle coperture divelte e delle auto schiacciate dai rami sono ancora impresse nella memoria dei residenti, mentre proseguono senza sosta gli interventi per riportare la zona alla normalità.
Nelle ultime ore le squadre impegnate nelle operazioni di ripristino si sono concentrate sulla rimozione dei materiali accumulati lungo le strade colpite dalla perturbazione.
Ramaglie, frammenti di coperture, detriti e altri rifiuti prodotti dalla tempesta sono stati raccolti in diverse vie del quartiere, tra cui via Valsavaranche, via Val Maggia, via Val Pusteria, via Val di Non e via Val d’Ala.
Durante le attività è emersa però un’ulteriore criticità. Tra i materiali dispersi dal forte vento sono stati individuati anche frammenti riconducibili a vecchie coperture contenenti amianto, staccatisi da alcuni edifici danneggiati.
Una circostanza che ha richiesto procedure specifiche e l’intervento di personale qualificato per garantire la massima sicurezza durante le operazioni di rimozione.
Per affrontare la situazione è stato attivato un coordinamento tra il Municipio, la Asl Roma 1 e le strutture tecniche specializzate nella gestione del rischio amianto.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione municipale, tutte le attività sono state condotte seguendo i protocolli previsti dalla normativa vigente in materia di tutela ambientale e sanitaria.
In via precauzionale è stato inoltre avviato un monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone maggiormente interessate dai danni. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1, con il supporto del Centro Regionale Amianto, ha installato quattro postazioni per il campionamento ambientale.
Le centraline sono state collocate in alcuni punti strategici del quartiere, tra cui via Valsavaranche, via Val Pusteria, via Val Maggia e nelle vicinanze del plesso scolastico della stessa zona.
L’obiettivo è verificare costantemente le condizioni ambientali durante le fasi di bonifica e raccogliere dati utili a escludere eventuali rischi per la popolazione.
Le istituzioni rassicurano i cittadini sul carattere preventivo dell’iniziativa, spiegando che il monitoraggio rappresenta una misura di cautela adottata per garantire la massima trasparenza e sicurezza durante gli interventi.
La fase emergenziale, tuttavia, non può ancora dirsi conclusa. Molte aree necessitano di ulteriori lavori prima che il quartiere possa lasciarsi definitivamente alle spalle gli effetti della tempesta che lo scorso 3 giugno ha colpito con particolare intensità il quadrante nord della Capitale.
Le operazioni di bonifica e ripristino proseguiranno anche nei prossimi giorni, interessando sia gli spazi pubblici sia le zone che hanno riportato i danni più consistenti.
Nel frattempo continua anche l’attività di supporto a cittadini e operatori economici che hanno subito conseguenze dalla tromba d’aria.
La Protezione Civile ha avviato la distribuzione della documentazione necessaria per la ricognizione dei danni, con particolare attenzione agli esercenti del mercato rionale di via Val Maggia, tra le realtà maggiormente colpite dall’evento atmosferico.
Per molti residenti la strada verso il ritorno alla normalità è ancora lunga. Ma tra mezzi al lavoro, monitoraggi ambientali e assistenza ai danneggiati, il quartiere prova lentamente a rialzarsi dopo una delle giornate di maltempo più violente registrate negli ultimi anni nella zona.
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