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Una serata al Globe Theatre con Otello

Continuano le rappresentazioni inserite nel programma estate 2018 con grande affluenza di pubblico e di consensi. Da non perdere la tragedia di Shakespeare con la regia di Marco Carniti.

Il turista che decide di trascorrere un periodo di vacanza a Roma, in questa calda estate 2018, dovrebbe inserire nel suo programma di permanenza almeno una serata al Globe Theatre.

Il Silvano Toti Globe Theatre, incastonato nella stupenda Villa Borghese, è una perfetta ricostruzione del Globe Theatre di Londra, il più famoso teatro del periodo elisabettiano.

Inaugurato nel 2003, questo tempio della cultura, la cui direzione artistica è stata affidata a Gigi Proietti, ha vissuto un continuo successo grazie alle compagnie più celebri che hanno portato in scena opere di assoluto interesse.

Gli spettacoli sono quasi sempre sold out e gli spettatori non mancano di seguire tutti gli eventi in cartellone.

Le proposte di quest’anno sono iniziate il 27 giugno con la commedia “Molto rumore per nulla” (regia di Loredana Scaramella) e termineranno il 14 ottobre con “The merchant of Venice” (regia di Chris Pickles) testo in lingua originale.

Da non perdere, sino al 5 agosto, “Otello” (regia di Mario Carniti) e, a seguire: “Sogno di una notte di mezza estate” (regia Riccardo Cavallo); ”La bisbetica domata” (regia Loredana Scaramella); “La tempesta” (regia di Daniele Salvo), oltre naturalmente alle rappresentazioni pomeridiani ed a quelli speciali del lunedì.

Giovedì 2 agosto abbiamo seguito per i nostri lettori l’Otello di Mario Carniti, un classico che non può non coinvolgere lo spettatore in questa storia così travolgente  che si consuma in una tragedia colma di domande, per critici e spettatori.

Metafora sulla condizione esistenziale dell’uomo e passerella scenica di personaggi dalle innumerevoli personalità, Otello è certamente una tragedia che propone temi e contenuti di razzismo, crisi esistenziale e politica, tradimenti, gelosia e amore incondizionato, riscontrabili anche nella nostra epoca e che spaziano tra la faziosità, l’arrivismo e l’ignominia di Jago, magnificamente interpretato da  Gianluigi Fogacci, l’ingenuità e la fragilità della forza del generale moro Otello, imperiosa interpretazione di Maurizio Donadoni, ma anche l’innocenza, la dolcezza e la fedeltà imperitura di Desdemona, magistrale interpretazione di Maria Chiara Centorami, la superficialità di Ludovico (Sebastian Gimelli Morosini), il riscatto “femminista” di Emilia (Carlotta Proietti), il capro espiatorio da sacrificare al tranello del tradimento, ossia Cassio (Massimo Nicolini)

La tragedia shakesperiana che ruota intorno alla montatura di Jago sul tradimento di Desdemona nei confronti del marito Otello, ma che alla fine si rivela falsa, si sviluppa in un labirinto psicologico che impone allo spettatore un religioso silenzio durante le quasi tre ore di spettacolo, per meglio cogliere le molte schegge di sapienza che ci svelano una realtà non più metafora, ma che circonda la nostra esistenza: siamo un po’ tutti Jago, un po’ Otello, un po’ Desdemona.

Alla fine esordisce anche il numeroso pubblico che va in scena con un fragoroso e interminabile applauso.

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

 

 

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