Una strada di Roma per p. Jean Coste, missionario delle periferie

La capitale avrà una via – o una piazza – dedicata allo storico della Congregazione dei Padri Maristi che tanto si spese negli anni 50 e 60 per la promozione delle “terre di nessuno”. La decisione del Consiglio comunale

A breve potremo passeggiare o magari prendere un caffè in via Jean Coste, cioè in una strada intitolata al sacerdote marista di origini francesi che, innamorato della periferia est di Roma e dei suoi tesori archeologici nascosti, la percorse in lungo e in largo facendola amare anche ai suoi “figli”, i giovani che la abitavano e che, grazie a lui, iniziarono a guardarla con occhi nuovi. “Io non sapevo di queste sue passeggiate domenicali – scherza padre Paul Walsh, membro del Consiglio generale dei Maristi che giovedì rappresentava il Superiore generale in Aula Giulio Cesare – si formò un vero e proprio gruppo di amici. Padre Coste celebrò il matrimonio di alcuni di loro e fu uno dei suoi studenti che circa vent’anni fa iniziò questo lungo processo di cui oggi vediamo finalmente la realizzazione”.

Dalla Francia a Torre Gaia, il passo è… lungo

Padre Jean Coste giunse a Roma nel 1953, appena due anni dopo la sua ordinazione sacerdotale, e scelse subito di svolgere il suo ministero nelle periferie est della città: le allora borgate di Torre Gaia, Torre Angela, Tor Bella Monaca e Villaggio Breda. Tutte le domeniche partiva all’alba dalla Casa generalizia dei Maristi a Monteverde per celebrare nelle chiese di quelle “terre di nessuno” ai margini della città. Dopo di che, partiva con i giovani di quelle parrocchie per lunghe passeggiate nelle campagne alla scoperta di bolli laterizi, antiche lucerne, capitelli, marmi pregiati con iscrizioni, mosaici, lastre funerarie e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò che veniva trovato, era accuratamente catalogato e consegnato, poi, alle autorità competenti.

Le conquiste dell’esimio medievalista e dei suoi ragazzi

Padre Coste univa, così, la sua vocazione sacerdotale e la sua missione pastorale al grande amore per la storia e l’archeologia che lo resero uno studioso famoso a livello internazionale. Docente di Topografia presso l’università La Sapienza di Roma, fu anche nominato archivista a Santa Maria Maggiore, dove riorganizzò l’intero archivio rintracciando importanti documenti di epoca romana. Ma è nelle sue passeggiate domenicali con i ragazzi che scoprì i tesori più preziosi: l’interessante cippo arcaico con l’iscrizione del “divieto” risalente alla fine del II secolo a.C. e l’iscrizione sepolcrale appartenente al mausoleo di Publio Valerio Prisco del II secolo d.C., rinvenuti entrambi nella Tenuta Due Torri e citati negli Atti dell’Accademia dei Lincei.

Il Premio Jean Coste, per giovani e non solo  

Dal 2014, in occasione dei 20 anni dalla morte di padre Coste, l’associazione “Roma fuori le Mura” di Rita Pomponio indice per i giovani delle scuole e delle università, ma non solo, un Premio per le lettere, le arti e l’archeologia intitolato proprio alla memoria del grande studioso. Il riconoscimento, sempre fedele al tema delle periferie, ha ottenuto l’approvazione dei padri Maristi e il patrocinio dell’università degli studi di Roma Tor Vergata.

Per gentile concessione da: https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2018-12/roma-strada-intitolata-padre-marista-jean-coste.html

L’intervista a padre Paul Walsh

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento