Un’appassionante 36ª edizione di L’Arte nel Portico

Una sintesi della tre giorni della popolare rassegna nelle vie e nelle piazze di Colli Aniene

Si è conclusa sabato 27 settembre un’appassionante 36ª edizione della manifestazione L’Arte nel Portico, senz’altro l’evento culturale più longevo e più completo del IV Municipio, con molteplici e varie iniziative che, oltre alla tradizionale esposizione opere degli artisti lungo i portici di viale Franceschini, ospita reading poetici, presentazione di libri, spazi riservati allo sport, al teatro e alla danza.

Il merito è soprattutto di Luigi Polito, il fondatore, da sempre supportato da Linda Di Domenica che da qualche anno ha preso in mano il timone delle attività non solo aziendali di Sogester ma anche quello della direzione delle attività culturali tra le quali segnaliamo anche l’annuale “Benvenuta Primavera”.

Complimenti vivissimi per la bravura e per la tenacia vanno anche al meraviglioso staff che offre sostegno alle tante iniziative.

La maratona poetica

Fermeremo la nostra attenzione su tre eventi che hanno avuto luogo nella tre giorni dal 25 al 27 settembre in cui si è snodata la manifestazione, iniziando dalla Maratona poetica in cui si sono alternati i poeti Leone Antenone, Marco De Cesaris, Aurora Fratini,Licia Gaglio, Vincenzo Luciani, Giorgio Nena, Maurizio Rossi, Gian Piero Stefanoni.

Ad allietare la serata con i suoi giovani artisti: Beatrice Melessim Esmel: piano e voce – Beatrice Zorzan: piano e voce – Enea Ghiotto e Simone Raso: piano il Centro di Formazione Artistica e Professionale “Armonie Musicali” (con sede in via Alberto da Giussano 64 / H Roma nella zona Pigneto / Prenestina) fondato nel 2007 da Federica Nena e Giulio Fraternali, da 17 anni guida aspiranti musicisti di ogni età a trasformare la loro passione in realtà.

Qui di seguito una sintetica biobibliografia dei poeti intervenuti

Leone Antenone nasce il 26/2/1981. Vive e lavora a Roma. Sue poesie appaiono sui periodici romani Rugantino, Romanità, Voce Romana e sul suo blogwww.scartaccia.it. Ha pubblicato le raccolte: Granelli di Roma, Fili di fantasia e Er pallonaro, Bubusettete –Alle origini di Roma.

Marco De Cesaris è nato nel 1958 a Roma, dove risiede. Ha pubblicato: “…e giacque nudo. Il vino è la vita dell’uomo”, 2010; la raccolta poetica “Come un gatto d’amore curioso”, 2017, “Stronzi! Saggio pratico”, 2020, “Frammenti” nel 2023. Ha vinto con la poesia “Abitare il tempo” la prima edizione (2022) del “Letteratura dell’Abitare del Pizzandbook”.

Aurora Fratini,  è nata a Roma nel 1961, è laureata in Lettere ed è presidente dell’Associazione Culturale Terzo Millennio di Sambuci.

È autrice e regista di 7 commedie in dialetto e 13 in lingua. Nel 2018 ha pubblicato Aqquantu (all’improvviso), poesie in dialetto di Sambuci (RM)

Licia Gaglio, Vive a Roma, scrive testi poetici e teatrali e tiene letture pubbliche nelle biblioteche. Ha collaborato alla creazione della “Casa delle Poeisie di Centocelle. Ha pubblicato nel 2018 la silloge Ombre e Luci.

Vincenzo Luciani, Vincenzo Luciani è nato nel 1946 a Ischitella (FG), dal 1975 vive a Roma dove dirige il mensile Abitare A. Ha pubblicato in poesia: Il paese e Torino, (1985); per le Ed. Cofine: I frutte cirve (1986), Frutte cirve e ammature (2001), Tor Tre Teste ed altre poesie: 1968-2005 (2005), La Cruedda (2012), Straloche/Traslochi (2017), Vanzature/Avanzi (2020).

Giorgio Nena, architetto e poeta Giorgio Nena, fratello del più illustre scultore di fama mondiale Alfiero, il 17 maggio 2013 ha presentato presso la Biblioteca Vaccheria Nardi di Roma nuove poesie insieme a quelle contenute nel libro “Il Colore della Poesia” (Ed. Zanotto Eurocrom Treviso 2007),. 

Maurizio Rossi. Medico specialista ora in pensione, Maurizio Rossi scrive in lingua e in romanesco. Ha pubblicato: Dal pozzo al cielo (2008), Tempo di tulipani, 2009; Sono aratro le parole, 2011 (Lietocolle); Che resta da fare, 2014 (Lietocolle); Cercanno leggerezza 2015, in romanesco; La veglia e il sogno (2019); Di sabbia e d’arancio canterò, (2023). Il romanzo La ruota di Duchamp (2022). Nel 2025 C’è ’n’aria scapijata poesie romanesche.

Gian Piero Stefanoni è nato a Roma nel 1967, si è laureato in Lettere moderne. Ha esordito nel 1999 con la raccolta In suo corpo vivo. Ha pubblicato: Ha pubblicato Geografia del mattino e altre poesie (2008), Roma delle distanze (2011) e gli ebooks: La stortura della ragione e Quaderno di Grecia ; Da questo mare. (2014), La tua destra (2015), La terra che snida ai perdoni (2017), Il calciatore è un fingitore (2019), Nel 2019, Lunamajella e Al mût labben; nel 2020 è uscito Il dolore della casa. Nel 2023 Lessico madre e nel 2024 La costanza del cielo. 

Il romanzo “Quel 14 novembre” di Maria Giovanna Tarullo

Venerdì 26 settembre si è tenuta la presentazione del romanzo breve (su una vicenda di bullismo) di Maria Giovanna Tarullo, dal titolo “Quel 14 novembre” (Edizioni Cofine, 2025).

Hanno dialogato con l’Autrice, Maurizio Rossi e Vincenzo Luciani

Intermezzi di ‘Armonie Musicali’

Anche questa serata ha goduto dell’emozione degli intermezzi musicali (applauditissimi) dei giovani artisti al piano Edoardo Barbieri, Emma Messineo e Stoil Ianakiev diretti dal M° Stefania Piarulli che ha eseguito due brani al violino.

Il video della diretta FB

Vincenzo Luciani che ha condotto la serata ha presentato autrice del romanzo “Quel 14 novembre” Maria Giovanna Tarullo, nata nel 1989 a Roma, dove vive. Giornalista pubblicista, iscritta all’Odg del Lazio dal 2011, che ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo nella redazione di Abitare e Abitare a Roma. Ha collaborato con numerose testate online, dove ha maturato una pluriennale esperienza in diversi campi: dalla cronaca locale, allo spettacolo. È autrice, con Vincenzo Luciani, del volume Storie del Commercio e dell’Artigianato Locale (Edizioni Cofine, 2013, che racchiude 83 interviste ad aziende commerciali ed artigianali, con oltre 25 anni di attività, dislocate nei quartieri del Municipio Roma 5.

Luciani ha fatto notare che la Tarullo accompagna le sue mail con questa citazione Perché la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno”. Ed è esattamente quello che lei ha fatto, con coraggio, pubblicando questo libro che contiene riferimenti alla sua vita perché possano servire di insegnamenti agli adolescenti vittime di bullismo e perché trovino il coraggio di denunciare i soprusi.

Una più dettagliata presentazione del libro è stata condotta dal critico letterario e poeta Maurizio Rossi che si è complimentato con l’autrice per aver scelto un argomento caldo soprattutto per le nuove generazioni e per voler trasmettere loro il coraggio necessario per battersi. Ha fatto anche notare i riferimenti nel titolo e nel testo al cantante preferito di Maria Giovanna Max Pezzali, chiedendo in cosa possono essere utili le sue canzoni per gli adolescenti di oggi e in cosa sono state utili per quelli di allora.

Nel suo breve intervento, M.G. Tarullo ha confessato che scrivere questo romanzo «non è stata una scelta, ma un bisogno. Sentivo che la mia esperienza, per quanto comune a molti, non poteva restare solo dentro di me. Doveva trasformarsi in parole, in una storia che potesse aiutare chi, leggendo, si riconosce in quelle ferite che troppo spesso il bullismo lascia dietro di sé. Perché sì, le cicatrici restano… ma dentro ognuno di noi c’è anche la possibilità di rinascere, di scoprire una forza nuova che forse non sapevamo nemmeno di avere.

Ho deciso di affrontare questo tema perché so bene cosa significhi viverlo sulla propria pelle. Quando sei vittima, la tentazione più grande è chiudersi, sparire, non chiedere aiuto. Ma il silenzio diventa una prigione.

Foto M.G. Tarullo

Per questo vorrei che questo libro parlasse non solo ai ragazzi, ma anche ai genitori, agli insegnanti, a chiunque incontri ogni giorno un giovane che porta dentro di sé un dolore invisibile. Vorrei che servisse a ricordare che il bullismo non è un gioco, non è una fase da superare: è una ferita che può cambiare un’intera vita.

Il messaggio che desidero trasmettere è semplice, ma vitale: tu non sei quello sbagliato. Nessuno lo è. E anche chi ti ha fatto del male, in fondo, è vittima di un sistema distorto, in cui per sentirsi accettati bisogna piegarsi alle regole di un branco. La vera forza è saper scegliere un’altra strada, anche quando sembra la più difficile. Ecco, questo è il cuore del mio romanzo: un invito a non sentirsi soli. Perché nella vita, come nella musica, c’è sempre una possibilità di rinascere, di ritrovare la speranza, e di scoprire che proprio nelle cicatrici si nasconde la nostra forza più grande 

Il tributo ad Antonio Barcella e a Mimmo Pietrangeli detto “Cervelletta”

Sabato 27 novembre ore 10.30 nell’area del monumento alla natura, nello spartitraffico in viale Franceschini, la compagnia teatrale “I scoordinati” ha rappresentato con successo “Sopra la panca la coppia campa”, un corto teatrale scritto e diretto da Ludovico Bellè, ispirato alla panchina “Parlascolta” (ideata da Giuseppe Casalini e progettata da Studio Algoritmo), con gli attori Eòisa Iannetti, Giulia Curti, Alessandro Tozzi.

Alle 11, 30, presso Via Meuccio Ruini, L’Arte nel Portico il quartiere di Colli Aniene ha rivolto un tributo a Mimmo Pietrangeli e Antonio Barcella, due personaggi che si sono spesi nella loro vita per lo sviluppo del quartiere, per la tutela del verde e per la sicurezza dei cittadini. 

Luigi Polito, che non ha voluto mancare all’appuntamento, nonostante fosse reduce da un intervento chirurgico, all’addio a due “pionieri” del quartiere, Antonio Barcella impegnato nella sua intensa attività associazionistica, nel giornalismo militante con il suo popolare blog collianiene.org e nella sua attività di prolifico scittore sia di romanzi che di libri su Colli Aniene e sui quartieri di Roma est.

Polito ha raccontato numerosi episodi vissuti insieme con quelli che ha definito “due colonne” del quartiere. Particolarmente significative quelle relative ad alcuni episodi vissuti insieme all’amico Mimmo “Cervelletta”.

Un commosso saluto a Barcella e a Pietrangeli è stato affidato a Domenico Coratella rettore dell’Università Popolare Michele Testa che ha tracciato un breve biografia di Mimmo Pietrangeli impegnato sia in ambito scolastico che ambientale e che ha fatto della battaglia per la valorizzazione della Cervelletta uno degli scopi principali della sua esistenza.

Una lotta che anche nel suo nome va portata a compimento. Ancora più commosso è stato il ricordo di Antonio, maestro di giornalismo locale, basato su fatti e su riscontri oggettivi, a volte polemico, mai per partito preso e quindi stimato da tutti. Intensa anche l’attività di scrittore come testimonia la lunga lista di titoli pubblicati.

Due personaggi insomma che hanno lasciato una profonda traccia nel loro beneamato quartiere.

Nicola Marcucci presidente onorario dell’Università Popolare Michele Testa, ha letto due sonetti di un poeta appartenente al sodalizio, uno in onore di Barcella ed un altro in memoria di Mimmo.

Un breve saluto è stato rivolto anche dagli assessori del IV Municipio all’Ambiente Desideri, alla Cultura Rossi e dalla presidente della Commissione scuola Fruci, da una collega scolastica di Pietrangeli ed infine un ringraziamento, di una delle due figlie di Antonio Barcella che ha stento ha trattenuto le lacrime.

Intensa è stata la partecipazione dei cittadini del quartiere, moltissimi dei quali giovani.

Infine un gradito aperitivo offerto dagli organizzatori.


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