Valle Aurelia, addio alla frana di via Moricca: lavori conclusi entro febbraio

Terminato il consolidamento del versante dopo 12 anni dall'evento. Un investimento da 2 milioni di euro per ricostruire il pendio con tecniche di ingegneria naturalistica e terre rinforzate

Dopo oltre dieci anni di attese, rinvii e timori, il pendio di via Moricca vede finalmente la luce in fondo al tunnel.

Una criticità aperta dal 2014, quando il versante tra il parco “Giovanni Paolo I” e il complesso storico di Villa Veschi aveva iniziato a cedere, sta per essere archiviata.

Il cantiere è entrato nella fase conclusiva: l’idrosemina, l’ultimo passaggio prima della riconsegna dell’area, attesa per le prossime settimane.

Un intervento complesso, lungo e necessario, che mette fine a una ferita mai rimarginata nel quadrante di Valle Aurelia, dove per anni la paura di nuovi smottamenti ha accompagnato residenti e frequentatori del parco.

Sicurezza senza cicatrici: la sfida tecnica

L’opera, coordinata dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici di Roma Capitale, ha richiesto un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’obiettivo era chiaro ma tutt’altro che semplice: mettere in sicurezza un versante instabile senza snaturare il paesaggio di un’area vincolata e di alto valore storico e ambientale.

La soluzione scelta è quella dell’ingegneria naturalistica, con la ricostruzione del pendio attraverso il sistema delle terre rinforzate.

Un intervento invisibile agli occhi, ma decisivo nella sostanza: il terreno viene ricostruito a strati e consolidato con griglie strutturali, mentre la superficie viene rinverdita per permettere alla vegetazione di riconquistare lo spazio.

A monte, il nodo che aveva innescato il dissesto viene finalmente sciolto: un nuovo sistema di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche, ora indirizzate direttamente in fognatura, eliminando le infiltrazioni che avevano eroso il terreno più di dieci anni fa.

Un cantiere lungo dieci anni

Dietro la conclusione dei lavori c’è un percorso tortuoso, fatto di passaggi tecnici, vincoli e accordi istituzionali.

Fondamentale il lavoro di squadra tra Roma Capitale, Municipio XIII, Ufficio Giardini e Acea, così come la collaborazione con la proprietà di Villa Veschi, che ha consentito l’accesso e le operazioni in un’area privata e sottoposta a tutela.

«Abbiamo finalmente risolto una criticità che si trascinava dal 2014», ha commentato l’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, sottolineando come l’intervento fosse diventato improcrastinabile per la sicurezza del quartiere. Sulla stessa linea Antonio Stampete, della Commissione Lavori Pubblici, e la presidente del Municipio XIII Sabrina Giuseppetti, che ha ricordato l’impegno costante del territorio per superare una vicenda bloccata per anni da lungaggini procedurali.

Ultimo passo verso la chiusura

Con le opere strutturali e il nuovo sistema fognario già completati, il mese di gennaio è dedicato alle rifiniture finali.

L’idrosemina permetterà al nuovo versante di fondersi con il verde esistente, cancellando alla vista un intervento che punta a restare silenzioso ma efficace. La conclusione dei lavori è confermata entro la fine di febbraio 2026.


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