Municipi:

Via Anagni e via Federico Delpino, due municipi a confronto

Eppure tra le due strade ci sono solo 30 metri di distanza ed i rispettivi municipi sono governati entrambi da anni, da giunte di centrosinistra

1- Via Anagni. 2- Via Delpino. 3-4 "Scorci" di via Delpino.

Tra via Federico Delpino e via Anagni ci sono solo 30 metri di distanza e via Tor de Schiavi segna il confine tra i Municipi 6 e 7 governati entrambi da anni, da giunte di centrosinistra.

Le differenze, in termini di lavori eseguiti, sono notevoli ed appaiono evidenti anche agli occhi più disattenti. Dalla parte di via Anagni, quella di pertinenza del Municipio Roma 6 possiamo ammirare tutti i marciapiedi rifatti e in maniera tale da rendere impossibile la sosta in curva, parapedonali installati, barriere architettoniche eliminate e manto stradale liscio come un tappeto di biliardo.

Proprio di fronte c’è via Federico Delpino che è di pertinenza del Muncipio di Roma 7. In comune con il Sesto c’è solo il colore della maggioranza municipale che lo governa. Su questo breve tratto di strada (una cinquantina di metri) non c’è proprio nulla da ammirare, anzi, si deve stare con gli occhi bene aperti per non cadere in qualche buca presente sui marciapiedi. Anzi occorre tenere un occhio a terra e uno in alto per evitare che uno dei tanti rami spezzati a penzoloni sui pini che da oltre 40 anni si trovano nello square centrale, ci cada sopra la testa. In terra affiorano enormi radici  pronte ad agganciarsi ai piedi di qualche anziano disattento e che già deve destreggiarsi tra pezzi di travertino (facenti parte di quello che un tempo era un marciapiede).

I pericoli viste poi le condizioni atmosferiche di questi ultimi tempi, non finiscono qui e basta vedere gli alberi all’interno dello square centrale per rendersene conto. Enormi pini con una inclinazione tale che per effetto delle prossime intemperie potrebbero venire giù e magari fari seri danni a cose o persone.

Due Municipi quindi, due modi diversi di amministrare, due modi diversi di interpretare la politica e finalizzare le esigue ed insufficenti risorse che il Comune di Roma mette a disposizione della periferia romana.

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