

Per proseguire con la scelta fatta sono necessari dei correttivi
La battaglia sul senso di marcia di via del Casale Zola non è ancora finita.
Dopo mesi di carte bollate, incontri tecnici e proteste di quartiere, il Tribunale amministrativo del Lazio ha imposto un ultimatum al Municipio IX: nove mesi di tempo per adeguarsi alla sentenza di marzo e apportare i correttivi richiesti, altrimenti la gestione passerà nelle mani di un commissario ad acta nominato dalla Regione.
Tutto comincia nel maggio 2023, quando la Polizia Locale decide di trasformare via del Casale Zola – arteria stretta ma cruciale del quartiere Fonte Meravigliosa – da doppio senso a senso unico.
Una scelta motivata da ragioni di sicurezza: le carreggiate troppo ridotte, il passaggio degli autobus e l’assenza di margini sufficienti avevano reso la circolazione rischiosa.
Ma la cura si è rivelata peggiore del male. In poche settimane il traffico del quadrante è esploso: la rotonda dell’ex Dazio sull’Ardeatina è andata in tilt, il mancato prolungamento di via Kobler ha isolato ancora di più i residenti. Il quartiere è piombato nel caos.

Dopo mesi di discussioni, sopralluoghi e studi tecnici, nell’autunno 2024 il Municipio IX – guidato dalla presidente Titti Di Salvo – ha deciso di fare marcia indietro.
Via del Casale Zola è tornata a doppio senso, ma con una modifica importante: l’autobus è stato spostato su un percorso alternativo per evitare i problemi di sicurezza che avevano originato la chiusura.
La decisione, però, ha spaccato il quartiere. Da un lato chi esultava per la ritrovata libertà di movimento, dall’altro l’associazione C.A.Sa.Le. (Cittadini per l’Ambiente, la Salute e la Legalità), che ha impugnato la determina municipale, sostenendo che la nuova viabilità violasse le prescrizioni del Codice della Strada e le indicazioni tecniche del Tar.
A marzo scorso i giudici avevano già “ammonito” il Municipio, chiedendo modifiche alla disciplina del traffico.
Ma la giunta municipale aveva confermato il doppio senso, ribadendo che la scelta fosse supportata da uno studio di Roma Servizi per la Mobilità del 2021 e dal parere positivo della Polizia Locale.
Ora, con la sentenza di settembre (pubblicata l’8 ottobre), il Tar è tornato alla carica: il doppio senso potrà restare solo se saranno introdotti sostanziali correttivi tecnici.
In caso contrario, scatterà la nomina del commissario ad acta, individuato nel direttore generale della Regione Lazio.
Le prescrizioni non sono di poco conto. Il Municipio dovrà aggiornare lo studio di viabilità, ormai superato, adeguare la larghezza della carreggiata – oggi sotto i sei metri – e intervenire sulle banchine, che i giudici vogliono cementate.
«È l’unica strada di Roma che dovrà avere banchine così», ammette con ironia l’assessora ai Lavori Pubblici Ludovica Tranquilli, «ma se serve per rispettare le norme, lo faremo».
«Non è una questione ideologica», sottolinea la presidente Di Salvo, «ma il risultato di valutazioni tecniche condivise con il Dipartimento Mobilità. Il doppio senso, in base ai dati, migliora la viabilità del quadrante. Adesso lavoreremo per ottemperare alla sentenza: in nove mesi troveremo la soluzione definitiva».
Di Salvo assicura che non ci sarà alcun ritorno al senso unico nell’immediato: «Abbiamo la possibilità di adottare una disciplina provvisoria, e nel frattempo aggiorneremo tutto ciò che serve. Ai cittadini dico di stare sereni: siamo già al lavoro».
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Raddoppio di via Zola e completare via Kobler, snelliranno il traffico e diminuisce lo smog, il sabotaggio a ogni progetto di frange di comitati, e frange di estreme simistre di elitari tirannici vanno neutralizzati, pubblicare i nomi di questi disfattisti e solo dopo una rieducazione riammetterli i società.