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Via i cestini nei giardini del Municipio VII: “Più bellezza e meno mondezza”

Ecco perché vengono tolti e dove verranno gettati i rifiuti

A Cinecittà, nel giardino della “Casa dei Bimbi” in via Libero Leonardi, i cittadini hanno trovato una sorpresa: i cinque cestini spariti.

Non è un caso isolato, ma l’effetto di una decisione precisa dell’amministrazione del Municipio VII, che ha avviato la rimozione dei gettacarte da una trentina di aree verdi del territorio.

La scelta, come ha spiegato l’assessora all’Ambiente Estella Marino, nasce da un problema pratico: Con il decentramento abbiamo ricevuto non solo i giardini ma anche l’onere di garantire lo svuotamento dei cestini. Non avendo dipendenti dedicati e non potendo coprire i costi delle ditte esterne, è impossibile garantire passaggi regolari. In due anni ci abbiamo provato, ma servirebbe almeno uno svuotamento a settimana, e non riusciamo a sostenerlo”.

Una difficoltà che non riguarda solo il VII Municipio. Anche il I, ad esempio, in passato aveva dovuto restituire temporaneamente al Campidoglio la gestione di alcuni giardini proprio a causa della carenza di risorse.

Per ovviare al problema, il Municipio VII ha trovato un accordo con Ama: davanti a ciascuna area verde sono stati posizionati dei Cestò e cestini smart autocompattanti, svuotati direttamente dall’azienda.

Oltre al risparmio, questa soluzione punta a migliorare il decoro: “I cestini tradizionali attiravano soprattutto i volatili, che rovesciavano i rifiuti a terra sporcando le aree verdi. Con i compattatori questo non accade”, spiega Marino.

La strategia si allinea a quanto già avviene da anni al Parco dell’Appia Antica, dove lo slogan “più bellezza e meno mondezza” ha portato all’eliminazione dei cestini all’interno delle aree archeologiche e naturali. Ora, anche da Cinecittà a San Giovanni, la regola sarà la stessa: i rifiuti si buttano fuori dai giardini, non dentro.

Un cambiamento che divide, tra chi apprezza l’idea di spazi più puliti e chi teme disagi per i frequentatori. Ma una cosa è certa: la rivoluzione del “cestino zero” a Roma è appena cominciata.

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