Via Panama, i residenti propongono un’alternativa : “Marciapiedi più stretti e ciclovia senza togliere parcheggi”

Presentato il piano del comitato “Sos via Panama”, sostenuto da Fratelli d’Italia: “Così si salvano traffico e vivibilità del quartiere”

Un’altra via è possibile. È quello che sostengono i residenti dei Parioli che da mesi si battono contro la nuova ciclabile di via Panama, parte del progetto Grab — il Grande Raccordo Anulare delle Bici — voluto dal Comune di Roma.

Dopo settimane di incontri e proteste, il comitato “Sos via Panama” ha presentato una proposta alternativa, sostenuta da Fratelli d’Italia, che punta a conciliare mobilità sostenibile e necessità del quartiere.

“Una ciclovia senza sacrifici”

Il cuore dell’idea è semplice: marciapiedi più stretti, di circa un metro e mezzo, per ricavare lo spazio necessario a una ciclovia a doppio senso di 2,50 metri, senza sacrificare corsie stradali o parcheggi. “Vogliamo una soluzione che tenga insieme tutti: automobilisti, ciclisti, pedoni e mezzi pubblici”, spiegano Benedetta Contardi e Rocco Gaudioso, portavoce del comitato.

La proposta prevede corsie per auto e bus da 6,5 metri, con due linee di parcheggi da 2,10-2,30 metri per lato.

Una configurazione, assicurano i promotori, che garantirebbe fluidità al traffico e sicurezza per chi si muove su due ruote.

Due varianti per due scenari

Il progetto elaborato dai residenti prevede due varianti.

La Variante A, più ambiziosa e costosa, comporterebbe lo spostamento delle alberature e nuove piantumazioni: “È quella che porta una vera riqualificazione della via, distribuendo equamente gli spazi e guardando al futuro”, spiegano dal comitato.

La Variante B, più economica, mantiene la vecchia pista ciclabile, migliorandola dove necessario, con nuovi parapedonali e marciapiedi rifatti. “Non implica spostamenti di alberi ma migliorerebbe comunque sicurezza e decoro, risolvendo i principali problemi dell’attuale progetto Grab”.

Il fronte politico

Alla presentazione, tenuta davanti alla parrocchia di San Bellarmino a piazza Ungheria, erano presenti anche esponenti di Fratelli d’Italia.

La senatrice Lavinia Mennuni, il dirigente romano Federico Guidi e il dirigente del II Municipio Carlo Balzerano hanno ribadito la posizione del partito: “La pista ciclabile in costruzione è stata progettata senza conoscere la natura del quartiere, ignorando l’impatto su traffico e residenti. Così si tolgono decine di parcheggi e si peggiora la viabilità, senza reali vantaggi”.

Una sfida aperta con il Campidoglio

Il progetto Grab, promosso da Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità, resta dunque al centro di uno scontro acceso tra amministrazione e cittadini.

I comitati chiedono di fermare i lavori e valutare le proposte alternative, accusando il Comune di aver avviato un intervento “calato dall’alto”.

Intanto la battaglia per via Panama si allarga, con il gemellaggio tra Sos via Panama e Sos via Guido Reni, il gruppo del Flaminio che da tempo contesta il tracciato del Grab nel proprio quartiere.

Due fronti, una stessa protesta: ripensare la ciclabilità senza sacrificare la vivibilità dei rioni storici.

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