Viale Marconi. Per l’incrocio “maledetto”, ora si chiede un “Black Point”

Dopo il tragico schianto costato la vita a due ventiduenni, scattano le mozioni in Municipio VIII

Un asfalto che continua a macchiarsi di sangue, un incrocio che i residenti hanno ribattezzato senza troppi giri di parole “maledetto”, e una politica locale che adesso alza la voce per pretendere interventi strutturali non più rimandabili.

La tragedia dello scorso 10 maggio su viale Marconi, in cui hanno perso la vita Lorenzo Rapisardi e Gianluca Fino, due motociclisti di appena 22 anni, è diventata il catalizzatore di un’offensiva istituzionale che mira a riscrivere radicalmente la viabilità di uno degli snodi più caotici e pericolosi del quadrante meridionale della Capitale.

Al centro della battaglia amministrativa c’è l’intersezione tra viale Marconi, via Salvatore Pincherle e via del Valco di San Paolo, nel territorio del Municipio VIII.

La consigliera del Gruppo misto, Simonetta Novi, ha formalizzato una mozione stringente che punta dritta al cuore del problema: l’inserimento immediato di questo imbuto stradale nella lista dei “black point” cittadini di prossima realizzazione.

Una misura di emergenza che comporterebbe una revisione totale della geometria dell’area e la pianificazione di interventi strutturali di chirurgia urbanistica per proteggere auto, moto e pedoni.

L’atto ispettivo fotografa una realtà quotidiana drammatica, ben nota a chi frequenta la zona universitaria.

Secondo quanto evidenziato nel documento, il nodo stradale si supera indenni quasi esclusivamente per “miracolo” o, per meglio dire, grazie al buonsenso e ai riflessi pronti degli automobilisti, costretti a rallentare e cedere precedenze non scritte pur di evitare collisioni.

L’impianto semaforico attuale viene definito “assai carente” nella gestione dei complessi flussi di traffico che si incrociano a ridosso dell’ateneo di Roma Tre.

A complicare il quadro c’è la convivenza forzata e rischiosa tra veicoli veloci e flussi pedonali. Per non interrompere lo scorrimento automobilistico in direzione via Cristoforo Colombo e Ponte Marconi, l’amministrazione non ha previsto attraversamenti pedonali protetti prima dei grandi svincoli (all’altezza di via Veratti e via del Valco di San Paolo).

Una scelta ingegneristica che si scontra però con la forza dell’abitudine: i pedoni attraversano comunque in quei punti sprovvisti di strisce, esponendosi a rischi altissimi a causa delle auto e delle moto che sfrecciano non appena scatta il verde sul lungo rettilineo.

A tutto questo si aggiungono un’illuminazione pubblica fortemente deficitaria in alcuni tratti e una segnaletica stradale ormai sbiadita dal tempo.

L’iniziativa di Novi non viaggia isolata, segno che la misura è ormai colma. Pochi giorni dopo lo schianto fatale dei due ventiduenni, anche la maggioranza municipale si era mossa compattandosi attorno a un documento a firma di Samuele Marcucci (Pd) e Michele Marini (Sce).

La loro richiesta, indirizzata direttamente al Campidoglio, esige l’immediata convocazione di un tavolo tecnico interistituzionale. Un vertice di emergenza che riunisca Roma Capitale, il Municipio, i dipartimenti della mobilità, la Polizia Locale e gli enti del trasporto pubblico.

L’obiettivo è chiaro: analizzare i dati storici dei sinistri e, soprattutto, fissare un cronoprogramma certo per la messa in sicurezza di un asse stradale che non può più attendere.

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