Dar Ciriola asporto

Vigili in assetto marziale alla festa per bambini

Sabato 12 dicembre a Piazza dei Geografi
Riceviamo e pubblichiamo - 17 Dicembre 2009

Sabato 12 dicembre 2009. Percorro con mia figlia via della Marranella alla ricerca di un varco verso via Antonio Tempesta. Ho letto da qualche parte che a piazza dei Geografi c’è una festa per bambini organizzata dal Comitato Torpignattara.

Ancora una volta la breve distanza da coprire si rivela un percorso ad ostacoli. Il marciapiede è costellato di rifiuti a cui si aggiungono in tempo reale i cocci di una bottiglia di birra che un ubriaco scaglia a terra a pochi metri da noi. E’ appena uscito da un negozio di natura indefinibile. Vende di tutto e si fa fatica a catalogarlo in qualche tipologia merceologica. Ma dov’è un vigile mi domando guardandomi attorno. Niente da fare. Neanche l’ombra, non mi resta che deviare in fretta. Cerco un varco per scendere da quel marciapiede impraticabile e pericoloso.

Il passaggio per disabili è inesorabilmente chiuso da una macchina parcheggiata lì in barba ai disabili, alle carrozzine e ai pedoni costretti a passare in un corridoio di “fortuna” ricavato tra un’altra macchina in doppia fila e la carcassa arrugginita di vecchio un motorino che sta lì da tempo immemorabile. Ma dov’è un vigile, porca miseria? Mi guardo intorno. Neanche l’ombra.

L’unica presenza istituzionale è l’effige del politico di turno che da una sequela di manifesti elettorali impartisce lezioni di legalità. E’ l’ennesima incrostazione abusiva su un muro che non vede la luce da anni coperto da un accumulo di affissioni stratificate l’una sull’altra in barba alle più elementari nozioni di legalità e decoro architettonico. Ma dov’è un vigile?

Mi guardo intorno sconsolata. Nessuno in vista. Finalmente arrivo a piazza dei Geografi e una piacevole sensazione di stupore mi pervade. Per la prima volta mi accorgo che si tratta di una piazza e non dello scherzo di un cartografo. E’ bellissima liberata dalla caotica accozzaglia di macchine e dalla farcitura di rifiuti ed escrementi di cane. Supero le transenne che purtroppo solo per un giorno impediranno l’occupazione invasiva delle macchine decisa a godermi quella prospettiva aperta ritagliata provvidenzialmente da un ammasso di cemento.

Nella piazza è tutto un vociare di bambini, un fiorire di colori. Ma dal fondo mi raggiunge una nota dissonante. Una voce secca e perentoria sta intimando a qualcuno di sgombrare. Mi volto mentre come una premonizione riaffiora in me l’eco della domanda che mi ha tormentato fino a un minuto prima: ma dov’è un vigile, porca miseria? La risposta è lì davanti a me.

Cinque divise in assetto marziale ripetono l’intimazione di sgombro ad un innocuo banchetto per lo zucchero filato e a una bancarella che vende per beneficenza i lavori fatti dai bambini di una Scuola Elementare. Strizzo gli occhi incredula e penso “sicuramente si tratta di uno scherzo, una parodia teatrale”.

Nossignori. Quando colgo lo sguardo attonito dei presenti mentre seguono i gesti delle mamme che sgomente pezzo dopo pezzo smontano la bancarella capisco che è tutto incredibilmente vero. Capisco anche perché lungo i duecento metri che ho percorso per venire fino a qui ho visto tante violazioni alla legalità da far rabbrividire chiunque osi ancora pretendere di vivere in un mondo più civile. Capisco perché nessuno muove un dito.

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Problemi di organico è la riposta jolly con cui prontamente tacitano le nostre richieste di intervento. Già ora capisco. Capisco finalmente il senso della risposta. L’organico è dispiegato altrove e non può occuparsi delle macchine in doppia fila, dei passaggi pedonali ostruiti, dei bivacchi di ubriaconi, delle affissioni abusive, dei veri abusi commerciali. L’organico ha altre priorità. Deve fronteggiare ben altre situazioni di emergenza, ben altri contesti di illegalità: una festa per bambini, una bancarella di beneficienza, un banchetto per lo zucchero filato.

Una mamma di Torpignattara
 


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