Villa Gordiani, piano di rilancio: nuove panchine, giochi e illuminazione

Un’attenzione particolare sarà riservata all’area archeologica, spesso bersaglio di occupazioni abusive

Villa Gordiani si prepara a cambiare volto. Dopo la ripartenza dei lavori al Mausoleo, il grande parco del municipio V sarà al centro di un piano di interventi che punta a restituirgli decoro, sicurezza e vivibilità.

Panchine nuove, aree gioco, alberature e illuminazione: un pacchetto di azioni che vuole arginare anni di degrado, segnati da rapine, occupazioni abusive e prostituzione maschile che hanno allontanato molti cittadini.

Ad annunciarlo, durante un sopralluogo, il presidente del municipio V, Mauro Caliste, insieme all’assessore al Verde, Edoardo Annucci, e al presidente della commissione capitolina Ambiente, Giammarco Palmieri.

Dopo la ripartenza dei lavori nel Mausoleo a inizio settembre – ha spiegato Calistenelle prossime settimane inizieremo la sostituzione delle panchine rovinate. Da novembre, inoltre, il Servizio giardini rimuoverà le ceppaie e pianterà nuovi alberi”.

Non solo. È in partenza il cantiere per una nuova area ludica su via Olevano Romano, con giochi e spazi sportivi dedicati ai bambini.

Parallelamente, Acea verificherà l’intera rete di illuminazione del parco, che potrà contare anche sulla presenza quotidiana degli operatori del Servizio giardini.

L’illuminazione è uno dei nodi più critici.La zona che va dalle aree archeologiche a via Prenestina è completamente al buio – aveva denunciato a giugno Claudio Poverini, capogruppo Pd in municipio Ved è proprio lì che si concentrano prostituzione e risse notturne”.

La questione è arrivata fino alla commissione capitolina Ambiente, da cui è partita l’idea di una mozione per chiedere la realizzazione di un nuovo impianto di luci efficiente.

Non si esclude, come ha aggiunto l’assessore Annucci, anche l’ipotesi di chiudere i cancelli del parco di notte, come misura ulteriore per garantire sicurezza.

Un’attenzione particolare sarà riservata all’area archeologica, spesso bersaglio di occupazioni abusive che in passato hanno persino rallentato la ripresa dei cantieri.

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