Il vino nell’antica Roma. Come tener unito un impero con un accorgimento geniale

Conferenza del dott. Henos Palmisano, organizzata dal Circolo Culturale “Il Domenichino” il 30 settembre 2017 a Grottaferrata
Redazione - 24 Settembre 2017

Sabato 30 Settembre 2017 alle ore 17.00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca comunale “Bruno Martellotta” in via G. Dusmet, 20 a Grottaferrata il dottor Henos Palmisano terrà una conferenza sul tema: Il vino nell’antica Roma. Come tener unito un impero con un accorgimento geniale.
La conferenza, organizzata dal Circolo Culturale “Il Domenichino”, aderente al centro socioculturale di Grottaferrata – Via dei Castani, 1 è stata inserita nel programma delle manifestazioni del “Settembre Grottaferratese” patrocinato ed organizzato dal Comune di Grottaferrata.

Dice il poeta Orazio: nessun albero prima della sacra vite pianterai, o Varo… e poi ,nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua potrà vivere a lungo. Quindi il grande Orazio, ma non solo lui, tratta il vino come sacro nutrimento del corpo e dell’anima. Già nel II secolo prima di Cristo il vino diventa per Roma un vero e proprio business: l’ambasciatore di Roma. Più Roma allarga i suoi confini, annettendo popoli e terre, e maggiormente ha bisogno di vino e derrate alimentari. Il vino, però ,è difficile da trasportare; la cosa più conveniente è piantare le viti là dove è più necessario: lungo il limes e nei posti più inaccessibili. La storia dell’ Italia va di pari passo con la tradizione millenaria della nostra gastronomia. L’Italia è l’unico paese al mondo che può vantare un piatto (ma anche un vino) tipico in ogni regione.

Henos Palmisano, così delinea simpaticamente il suo curriculum: “Laurea in medicina, specializzazioni in Patologia Clinica e in Ematologia. Ben 37 anni di carriera inutile presso l’ospedale di Marino. Organizzatore di numerosi (ho perso il conto) congressi ed eventi di medicina. Dopo l’ennesimo corso o evento scientifico, un numeroso gruppo di colleghi mi ha convinto a cambiare l’obiettivo dei miei convegni. Non più la noiosa ricerca scientifica, ma la ricerca scientifica del divertimento, senza faticare. Da quel momento ho cominciato ad organizzare cene, concerti, simposi, teatro, escursioni in luoghi ameni o altamente educativi, insomma tutto ciò che non comporti fatica fisica o mentale”.


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