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Violenza erutta al CPR di Ponte Galeria: tentativo di suicidio scatena rivolta

La polizia è intervenuta con i lacrimogeni

Ancora una volta il CPR di Ponte Galeria è teatro di una violenta rivolta. Nella serata di Giovedì 4 Luglio, circa 85 ospiti della struttura hanno dato vita a disordini che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

Fuoco e proteste dopo un tentato suicidio:

La scintilla che ha acceso la rivolta è stato il tentativo di suicidio di un ospite, avvenuto intorno alle 21:00. L’uomo, impaziente di ricevere una terapia, ha minacciato di impiccarsi.

I responsabili del CPR sono intervenuti, fermando l’uomo e accompagnandolo in infermeria. Le sue urla, però, hanno innescato la reazione violenta degli altri ospiti.

Nel settore 4 del CPR, alcuni ospiti hanno dato fuoco a dei materassi, dando il via alla rivolta.

La situazione è degenerata rapidamente: gli ospiti hanno sradicato una porta del bagno, usandola come ariete per aprirsi varchi in altri settori.

La tensione è salita alle stelle, con le forze dell’ordine costrette a ricorrere ai lacrimogeni per sedare i disordini.

Solo dopo due ore la situazione è tornata alla normalità. Un agente è rimasto ferito, mentre gli ospiti sono stati progressivamente ricondotti nei loro settori.

Le denunce continuano:

L’ennesima rivolta al CPR di Ponte Galeria riaccende le polemiche sulle condizioni all’interno della struttura. La senatrice Ilaria Cucchi, di Alleanza Verdi e Sinistra, denuncia la “disumanità” del CPR e la mancanza di interventi da parte del governo, nonostante le numerose inchieste che hanno evidenziato violazioni sistematiche dei diritti umani.

“Non luoghi di non giustizia”

“Le istituzioni devono capire che questi CPR non sono spazi sicuri per nessuno”, afferma la senatrice Cucchi. “Sono luoghi di ingiustizia e violenza, dove i diritti umani vengono calpestati quotidianamente. Serve un radicale cambiamento di rotta per chiudere questi lager e garantire il rispetto della dignità di ogni persona.”


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