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VìtVìt! Storia di una pendolare

Di e con Francesca Danese, nei giorni 2, 4 e 5 marzo presso il Teatro Studio Uno, via Carlo della Rocca 6

Francesca Danese, è una giovane insegnante di Brindisi, attrice e scrittrice. Nel settembre 2016, nella Biblioteca Vaccheria Nardi ha rappresentato in uno straordinario reading la vicenda di Mafalda di Savoia, tratto da un racconto dello scrittore Mimmo Tardio.

Nei giorni 2, 4 e 5 marzo 2017, a Torpignattara, presso il Teatro Studio Uno, via Carlo della Rocca 6, Francesca Danese sarà impegnata nella rappresentazione di un testo molto particolare e coinvolgente di cui è anche l’autrice

SINOSSI – Preceduta da una inconfondibile voce fuori campo, una sveglia, minacciosa come una bomba, inizia a ticchettare, mentre una donna semivestita è pronta a schizzare in corsa dal fondo della scena. Davanti a lei i segni – o i resti? – della sua vita quotidiana, in un ordine apparente che rimanda in realtà ad una ossessiva quotidianità dove non esiste alcun ordine, ma solo “ordini”. E allora “VìtVìt! (dall’espressione francese vite vite!), di corsa! Pochi minuti per compiere maldestramente i gesti più quotidiani e poi dritta come ogni giorno verso la stazione, sempre in bilico fra treni in ritardo, superaffollati e lavoro precario, in un ritmo forsennato che schiaccia ogni possibile relazione e da cui fuoriescono bisogni inappagati e ricordi d’infanzia.

La protagonista narra e rivive la sua feroce routine, dialogando ora con gli ipotetici compagni di viaggio ora con le presenze che emergono dal suo racconto, così quotidiano eppure così paradossale. Ingoiata da un meccanismo frenetico che la obbliga a non fermarsi mai, la protagonista parla, corre, persino balla, abbandonandosi a momenti di ridicola esaltazione o malinconica riflessione e ricordi di infanzia, contrappuntati e arricchiti da contributi audio e musicali mirati. Ma basta una distrazione e … ops … ecco sfumare davanti ai suoi occhi quell’unica fermata che la riporterà a casa. Inutile implorare di fermarsi: al secco no del capotreno il meccanismo non si inceppa, ma esplode in tutta la sua esasperata follia … Non resta che proseguire la folle corsa di questo treno, ignari della meta, sebbene la protagonista, stavolta, non sia sola, perché, come afferma minacciosamente: “Sequestro? Certo! Siamo tutti sequestrati!”. Una piccola storia sul più grande furto della nostra società.

NOTE DI REGIAVìtVìt! Storia di una pendolare nasce da un lavoro sul tema del viaggio in occasione di una residenza teatrale (“Clessidra”, Associazione RESET e Teatro delle Forche di Massafra, TA), finendo per convergere su un altro tema molto caro dell’autrice-interprete: il tempo. Il viaggio di una pendolare sempre in corsa diventa metafora della nostra società e delle sue lacune ed occasione per riflettere soprattutto sulla quantità e sulla qualità di quel residuo di tempo e di relazioni umane che la corsa forsennata della società ci lascia – bontà sua – a disposizione.

La messinscena si caratterizza per la sua essenzialità scenica e per la centralità della presenza dell’attore e della parola, in un linguaggio che mescola prosa e narrazione, comicità quasi cabarettistica e riflessione, quotidianità e citazione colta, dialoganti con un mirato contrappunto sonoro e musicale.

Progetto indipendente e opera prima dell’autrice-interprete, che negli ultimi anni ha intrapreso, pur nelle varie collaborazioni, un proprio percorso artistico, VìTVìT! Storia di una pendolare ha partecipato come corto teatrale al “Minimo Teatro Festival VI edizione” (marzo 2016) presso il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo e alla rassegna #PILLOLE presso il Teatro Studio Uno (luglio 2016).

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