

È in scena in via Locri fino al 23 ottobre 2016 lo spettacolo di Antonio Lovascio
È in scena fino al 23 ottobre 2016 al Teatro Lo Spazio di Roma in via Locri 42-44 (traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S. Giovanni
Teatro d’impegno civile”, questa pièce che gode del patrocinio della Fondazione Falcone, ci catapulta direttamente in Sicilia, nei suoi riti, nelle sue tradizioni, nel suo linguaggio fatto a volte di espressioni simboliche, evocative di significati altri.
Ci presenta questa misteriosa terra, attraverso i suoi occhi da bambino, quando tutto gli appariva pieno di fascino e pathos, come le processioni del venerdì santo nei quartieri di Palermo. Oppure ci racconta dell’importanza di avere sempre in casa la granita, che vendeva per le case con il suo carrello un ragazzo del posto che richiamava la gente con un canto quasi arabo.
Ed è proprio il carrello della granita ad avere una funzione scenica interessante: cambia il suo uso in base ai momenti scenici, è una sorta di vaso di Pandora dal cui interno l’attore tira fuori di tutto, ma rimane sempre al centro della scena, rappresentando una sorta di cardine attorno a cui ruotano tutte le vicende.
All’improvviso, l’incanto fiabesco di questa narrazione svanisce di fronte alla strage di Capaci. E qui si scopre un’altra faccia della Sicilia, quella della mafia, della collusione tra politica e malavita, ma soprattutto della forma mentis degli abitanti dell’ isola che sembrano ignari e inconsapevolmente complici di questo sistema malavitoso. La morte di Falcone è stata una ferita al cuore di tutta la Sicilia che per la prima volta ha subito un sussulto d’indignazione fino alle viscere. Ne è scaturita un’ energia di rinnovamento che ha portato i giovani a scendere nelle piazze, ad aumentare le iscrizioni alla facoltà di giurisprudenza, a voler prendere posizione contro Cosa nostra. La conclusione lascia, nello spettatore, una forte speranza di cambiare questa realtà.
In Viva Falcone, Lovascio sceglie la strada del teatro civile, ma seguendo la lezione di Dario Fo da cui si sente profondamente influenzato. Lovascio, vanta una precoce esperienza nel mondo del teatro civile. Il suo esordio è avvenuto proprio accanto a Dario Fo con cui ha collaborato all’età di 25 anni e che considera il suo modello. Il suo, infatti, è un teatro impegnato che riesce a trattare con leggerezza ed ironia anche tematiche complesse come questa. Nel 2011 ha, poi, curato la regia del testo di Dacia Maraini Viva l’Italia, in occasione dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia.
Attore istrionico con notevoli doti canore, in un monologo che dura più di un’ora, interpreta i protagonisti, dando vita ad una coralità di personaggi variegati. Scenografia essenziale e testo che attinge alle più diverse fonti letterarie e alla tradizione dialettale e culturale locale. Ne risulta uno spettacolo pirotecnico fatto di musiche, colori, sapori della cultura siciliana che riesce ad incantare un pubblico, fatto anche di studenti della scuola secondaria di primo grado, che sono riusciti a tenere viva la loro attenzione dal primo all’ultimo minuto.
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