Vladimir Luxuria aggredita da un gruppo di pusher al Pigneto

L'ex parlamentare: "Mi hanno minacciata di morte dicendomi se non vuoi vedere spacciatori sotto casa, cambia quartiere"

Al Pigneto l’emergenza degrado è ormai inarrestabile. Dopo aver trasformato il quartiere nel ‘supermarket’ romano della droga, gli spacciatori adesso sono passati anche alle minacce terrorizzando coloro che intralciano i loro sporchi affari. Lo sa bene Vladimir Luxuria che, sabato 29 giugno 2014, di rientro nella sua abitazione è stata vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di pusher della zona.

A scatenare l’ira dei malviventi l’insistenza di Luxuria nei giorni scorsi nel mandarli via da sotto casa sua, costringendoli così a cambiare posto dove poter spacciare.

vladimir_luxuria“Mi hanno insultata sbattendomi addosso bustine di droga – ha dichiarato l’ex parlamentare – Poi mi hanno minacciata di morte se avessi continuato a disturbarli nei loro affari, dicendomi: Se non vuoi vedere spacciatori sotto casa, cambia quartiere“.

A mettere in fuga la banda un giovane che lavorava in un locale a due passi dalla casa di Luxuria. All’arrivo della polizia gli spacciatori avevano già fatto perdere le loro tracce. “Ho paura – afferma la transgender – ormai sono stata individuata come simbolo di ribellione al degrado. Non ho intenzione di abbandonare la mia abitazione e spero di non esservi obbligata e di sentirmi invece protetta dallo Stato. Comunque dovrò modificare la mia vita. Mi sono esposta, sanno dove abito e quindi dovrò stare più attenta”.

Luxuria in strada con i residenti del Pigneto
Luxuria in strada con i residenti del Pigneto

Il GayCenter  ha espresso solidarietà e vicinanza alla direttrice artistica del Gay Village. “Ci aspettiamo che a Luxuria arrivi la solidarietà di molti anche dalle istituzioni e dalla politica – ha detto il portavoce dell’associazione Fabrizio Marrazzo – Anche perché questa aggressione sembra dovuta per l’impegno di Vladimir a favore della sicurezza e della legalità nel suo quartiere, cosa che le deve rendere merito e non violenza”.

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