ROMA-SPORTING LISBONA 2-1
ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Mexes, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Cassetti, Giuly (28′ s.t. Brighi), Mancini (42′ s.t. Cicinho); Totti (35′ p.t. Vucinic). All. Spalletti.
SPORTING LISBONA (4-3-1-2): Tiago; Abel, Tonel, Veloso, Ronny (31′ s.t. Purovic); Izamailov (36′ s.t. Celsinho), Moutinho, Vukcevic (25′ s.t. Paredes); Romagnoli; Yannick, Liedson. All. Bento.
ARBITRO: Hauge (Nor).
MARCATORI: Juan (R) al 15′, Liedson (S) al 18′ p.t.; Vucinic (R) al 24′ s.t.
NOTE: spettatori 30.000 circa. Ammoniti Cassetti, Tonel, Vucinic, Moutinho, Juan. Recupero 3′ p.t., 4′ s.t.
ROMA – Una partita che si era messa male si risolve in favore della Roma con un’invenzione di Vucinic, subentrato a Totti che si era infortunato alla caviglia. È anche una vittoria scacciacrisi per i giallorossi, soprattutto perché li porta secondi nel girone di Champions a tre punti dal Manchester.
Se il freddo concede una pausa per la serata di Champions, non ci sono soste agli infortuni per la Roma. Brutta tegola per capitan Totti, che in uno scontro si fa male alla caviglia rischiando di saltare i prossimi importanti incontri e facendo tramare tutti i tifosi romanisti oltre che gli sportivi in genere. Ma al numero dieci si sono aggiunti nel tempo titolari del calibro di Aquilani, Taddei e Perrotta, oltre ai soliti Esposito e Andreolli. Nonostante questo, oggi, una Roma tentennante e insicura ha tirato fuori il carattere ed ha portato a casa i tre punti.
Andiamo alla cronaca: Spalletti ritrova Doni, Juan e Panucci dal primo minuto. La novità è Cassetti nel ruolo del rimpianto Taddei, con Giuly trequartista e Mancini nella consueta posizione a sinistra.
La partita inizia con un ritmo lento con le due formazioni che si studiano. Al 5’ da una punizione gestita male, Totti impatta la palla con l’attaccante portoghese e si fa male. I tentativi di rimanere in campo si protrarranno fino al 34’ quando sarà costretto a lasciare il campo dolorante di fronte ad un pubblico attonito. Entrerà Vucinic. Nel frattempo al 13’ Mexes manca subito il gol sparando alto a pochi metri dalla porta avversaria. È il preludio al gol di Juan che arriva solo un minuto dopo con un colpo di testa da un angolo battuto da Pizarro. Il brasiliano segna lasciato colpevolmente solo dai difensori ospiti.
Passano i minuti e la Roma sembra ritrovarsi ma i pimpanti portoghesi tengono il baricentro alto con un pressing insistente e al 17’, da un’ennesima disattenzione difensiva dei giallorossi, i portoghesi pareggiano il conto con Liedson, lasciato colpire di testa indisturbato.
Il tentativo di reazione romanista si ferma con il tiro di poco fuori di Totti, che segna anche la sua ultima giocata. I compagni paiono spaesati senza la loro guida e riemergono le distrazioni degli ultimi tempi. Lo Sporting a questo punto fa la partita riuscendo a sfondare per vie centrali, fortunatamente senza provocare danni.
Nella ripresa, dopo la strigliata di Spalletti, rientra una Roma più grintosa, ed è proprio Vucinic il più gagliardo. Al 46’ incursione di Giuly, che perde palla, ma Vucinic recupera e si procura un rigore cercando di infilarsi tra due avversari in area. Sul dischetto va Mancini che si fa parare clamorosamente il tiro. Niente da fare, c’è ancora da faticare. I padroni di casa attaccano disordinatamente e Mancini continua a non azzeccarne una. La partita cambia al 69’ quando il montenegrino, scaricato ormai da tutti i tifosi come un flop, si trasforma in salvatore della patria. L’attaccante si invola in area avversaria, brucia un difensore, rientra in dribbling e scarica in porta il tiro della disperazione che si insacca in rete. I capitolini passano in vantaggio. Cominicia il valzer delle sostituzioni con le squadre che si attrezzano, l’una (lo Sporting) per il forcing finale, l’altra (la Roma) per la gestione del risultato. Andrà meglio alla Roma, che con un po’ di sofferenza in più (e con un Totti in meno) ritorna ad una vittoria importante.
Messo in soffitta il secondo posto nel girone di coppa, ricomincia il ciclo infernale di campionato, stavolta con il Milan, probabilmente senza Totti, con una formazione fortemente rimaneggiata, dove tra i neo acquisti brilla solo Juan, ma c’è una speranza in più: Mirko Vucinic.
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