Walter Veltroni al Benedetto da Norcia presenta “Ciao”

Giovedì 25 febbraio l’incontro con alcune classi di studenti nell’aula multimediale

Si è svolto giovedì 25 febbraio l’incontro di alcune classi di studenti, nell’aula multimediale, con Walter Veltroni, venuto nel liceo Benedetto da Norcia, su invito del prof. Sirleto, per parlare del suo ultimo libro, intitolato “Ciao”.

veltroni-ciao-721194_tnL’incontro e il dibattito, preceduti da una breve presentazione dell’ospite pronunciata dal Dirigente Scolastico prof. Ciucci, sono stati introdotti da una sequenza di alcuni minuti del film “C’eravamo tanto amati”, diretto da Ettore Scola. In quella sequenza appare Mike Bongiorno impegnato nel suo mitico “Lascia o raddoppia” (1956-1961), un programma ideato da Vittorio Veltroni, padre di Walter, al quale è dedicato il libro stesso. Vittorio Veltroni, morto nel 1956 appena trentasettenne, oltre ad essere stato il direttore del primo telegiornale italiano, fu colui che lanciò varie trasmissioni, sia radiofoniche che televisive, che fecero epoca, creando così i presupposti della futura carriera di celebri personaggi, tra i quali ricordiamo Alberto Sordi e il già nominato Mike Bongiorno.

Successivamente si sono alternate al microfono tre studentesse della classe prima B, leggendo brani tratti da “Ciao” e ponendo domande all’autore, alle quali Veltroni ha puntualmente risposto allargando quasi sempre il discorso a momenti importanti della storia del nostro paese: dal ventennio fascista alla lotta di resistenza, dagli anni della ricostruzione e del boom economico agli anni di piombo e del terrorismo.

Molti i personaggi evocati nel corso dell’incontro: da Ettore Scola ad Umberto Eco (entrambi scomparsi tra gennaio e febbraio), da Martin Luther King a Pierpaolo Pasolini, da Berlinguer a Pietro Ingrao, da Fellini a Rossellini, e altri ancora. Filo conduttore e tema dominante dell’incontro è stata, però, la memoria. La memoria (tutta da costruire) di un figlio (Walter Veltroni) che non ha mai conosciuto il padre (Vittorio), e che perciò è costretto a collazionare lettere, documenti, scontrini, articoli di giornale, vecchi filmati, ricordi di familiari e amici del padre. La Memoria (con la maiuscola) collettiva, da restaurare e da trasmettere di generazione in generazione, di epoche e momenti importanti della storia di un intero popolo; una Memoria che deve ancora fare i conti, senza alcuna rimozione, con il negativo della nostra storia (il fascismo, la guerra, la miseria e l’emigrazione dell’immediato dopoguerra, gli anni di piombo del terrorismo e dell’attacco mafioso allo stato, insanguinati da infiniti attentati e stragi). “Rimuovere il rimosso”, come scrive l’autore in una pagina finale di “Ciao”, ci sembra perciò il titolo migliore per riassumere il senso dell’incontro con Veltroni.


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