

Mostra di Cecco Cecchini alla Sala Orsini
E’ stata inaugurata sabato 27 marzo 2010 alle ore 18.30 la mostra a cura di Cecco Cecchini “Welcome Gente di Formello” nella Sala Orsini di Palazzo Chigi nel centro storico di Formello.
La mostra, allestita con senso estetico ragguardevole, è composta da quadri di personaggi molto conosciuti e ritratti di gente comune, la gente che fa la storia del mondo e che Cecchini sa cogliere in pieno. Osti, giudici, imprenditori, ragazze e bambini ritratti dall’artista si dividono lo spazio espositivo con divi dello spettacolo o musicisti e chitarristi blues, A fianco a questi ci sono poi dipinti molto suggestivi di paesaggi con gli sfondi della campagna romana, del Soratte, del lago di Martignano fatti alla maniera degli antichi con lo studio delle foglie e delle fronde che solo un occhio osservatore sa cogliere e portare degnamente su tela.
Tra i ritratti – quasi tutti eseguiti su commissione – ce n’è uno che prende fortemente il visitatore. E’ il ritratto di Alfiero Nena scultore trevigiano trapiantato a Roma da ormai cinquant’anni, famoso per il Cristo Lux Mundi collocato nel 1990 nella Basilica di S. Maria del Popolo a Roma e per le opere al Museo del Tesoro di S. Pietro in Vaticano. Cecchini ha conosciuto Nena da poco; è andato a trovarlo nel suo studio di Via del Frantoio a Roma, ha visitato il suo museo, ha osservato le sue opere e il suo volto e, non più di una settimana dopo, ne ha fatto il ritratto. Ne è venuto fuori un geniale capolavoro denso di tecnica e di introspezione. Lo scultore appare d’ improvviso sulla tela, il viso luminoso stagliato fondo scuro, le mani poggiate su un suo autoritratto in terracotta – che in realtà non ha mai scolpito ma è frutto di una ingegnosa invenzione di Cecchini – e osserva chi guarda la tela con uno sguardo curioso tipico di chi è abituato a far ritratti piuttosto che riceverne. Ed è proprio questo gesto di sorpresa la meraviglia del quadro. Un Nena inedito, un po’ moschettiere, un po’ Cyrano, un po’ guascone, un molto se stesso.
La mostra comprende lo spazio di due sale; non è grande ma neppure esigua e raccoglie buona parte della produzione pittorica di Cecco Cecchini. Nonostante il suo schermirsi ed il suo reiterato esimersi dall’accettare lodi riteniamo di esserci imbattuti in questa mostra in un artista eclettico, completo per tecnica ed estro. Nel tempo che ruba al sua grande amore la chitarra (e alle moto) Cecco Cecchini ha sperimentato tutte le tecniche pittoriche dal fumetto all’aerografo, dal dipinto industriale (che dà da mangiare) al quadro fatto per puro diletto. In ciascuna di queste tecniche è sempre riuscito ad eccellere e ad emergere elevandosi dall’ovvietà o dalla convenzionalità con intuizioni ed innovazioni. Ha lavorato per il cinema dipingendo manifesti importanti come quello di “Nuovo Cinema Paradiso” e molti altri fino a ricevere il “Ciack d’oro” nel 1990. Molto interessante la produzione di affreschi specializzati nella tecnica del “trompe l’oeil” con prospettive audaci e primi piani fantastici che approssimano alla tridimesnionalità. Il suo atelier è a Formello in una splendida grotta tufacea rimessa a nuovo e in sicurezza che serve anche come scuola per giovani e meno giovani che si avvicinano all’arte della pittura. Inutile dire che l’insegnamento maggiore è tratto dagli antichi e la copia del quadro d’autore è d’obbligo prima di affrontare tematiche proprie. Ognuno che vi entra comunque sa che la sua scuola affonda le radici già nel 1968 quando Cecco Cecchini si iscrisse alla Scuola Superiore di Belle Arti a Parigi di fronte al Museo del Louvre, nel cuore di Saint-Germain-des-Prés.
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