Categorie: Sanità
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XVI municipio, Rocca contro la chiusura dell’ospedale Forlanini

Richiesta di aiuto al Sindaco Alemanno e una raccolta di firme

Il Forlanini rischia la chiusura entro il 31 dicembre 2008 e il Pdl chiede aiuto al sindaco Gianni Alemanno.

La richiesta, contenuta in una mozione presentata in commissione per le politiche sanitarie del Comune di Roma, impegnerebbe il Sindaco a fare da intermediario con la Regione Lazio per scongiurare la chiusura dello storico stabile. Il documento, firmato dai consiglieri comunali Fernando Aiuti, Roberto Angelini, Maurizio Berruti, Federico Rocca e Fabrizio Santori, sarà discusso ai primi di settembre. Secondo la commissione, ad oggi non esiste un piano “sul destino dei reparti, che sarebbero dislocati in vari ospedali e non solo al San Camillo e sulla dislocazione degli operatori sanitari”.

Lo scorso 5 agosto in una conferenza stampa, dal presidente della Regione Piero Marrazzo, è stato presentato il provvedimento che fa parte del piano di rientro con cui la Regione dovrebbe risanare i disastrati conti sanitari, una vera e propria "montagna – afferma Marrazzo – ormai trasformatasi in una valanga".

Sono stati discussi, non solo la chiusura dei tre ospedali capitolini nel cuore di Roma, il San Giacomo, il Nuovo Regina Margherita e il Forlanini, ma anche, tra le tante misure, la centralizzazione di alcuni servizi di Asl e ospedali, la proroga dei contratti dei direttori generali al 30 giugno 2010 e provvedimenti per il contenimento della spesa farmaceutica.

“Il Forlanini è un polo di eccellenza nella sanità italiana per la cura delle malattie respiratorie e non solo e la sua chiusura andrà a discapito dei cittadini romani che verranno privati di un’importantissima struttura sanitaria” – lo dichiara Federico Rocca Consigliere Comunale di Roma del PDL e membro della commissione salute.

Con il Presidente della Commissione il Professore Aiuti – afferma Federico Rocca – abbiamo incontrato il comitato che si sta battendo per scongiurare la chiusura del Forlanini che oltre ha rappresentare un importantissimo polo sanitario ha anche un valore economico ed architettonico di notevole importanza. Per questo abbiano deciso di chiedere un tavolo di concertazione ma il Presidente Marrazzo tira diritto per la sua strada, proprio lui da Mi manda Rai Tre difendeva i cittadini anche su serie tematiche sanitarie, oggi infischiandosene delle richieste dei cittadini, dei dipendenti della struttura e di altre istituzioni che chiedono di non chiudere il Forlanini ha ribadito questa decisione”.

“La Regione Lazio – continua il Consigliere Comunale di Roma del PDL – ha mai pensato che con un adeguato progetto di riqualificazione e riorganizzazione di questa struttura è possibile ridurre i costi? Ha mai pensato che gli spazi al Forlanini sono talmente ampi che potrebbero accogliere anche attività in grado di portare introiti o di far risparmiare la Regione come ad esempio portandoci la ASL RM C che per alcune sue sedi paga a privati 4 ml di euro di affitto? Per non parlare dei consumi energetici che potrebbero essere ridotti con impianti innovativi di energia rinnovabile, ma a quanto pare tutto questo non sembra interessare al Commissario Marrazzo”.

Nel frattempo la Destra romana è scesa in piazza per la raccolta firme contro la chiusura del Forlanini e poi del San Giacomo. L’ iniziativa partita il 18 agosto, dalle ore 15 alle 20, in Largo Goldoni a Roma (via del Corso) è dell’ Associazione “Destra romana della Costituente”, coordinatore Aldo Rossi e del dirigente nazionale de La Destra, Fabio Sabbatani Schiuma.

“La Destra Romana – spiega Schiuma – è dalla parte dei residenti e dei commercianti del centro storico, per dire no alla chiusura del polo sanitario di zona, del quale non si conosce il definitivo futuro. Il San Giacomo, effettua ogni anno migliaia di interventi fondamentali per i cittadini e per le migliaia di turisti che visitano la Capitale. Già il nostro capogruppo nel I municipio, Augusto Caratelli – ricorda Schiuma – insieme a tante associazioni di quartiere e di commercianti, ha denunciato nelle scorse settimane questa possibile follia. Ci aspettiamo – prosegue Schiuma – che il sindaco Alemanno faccia capire al presidente Marrazzo che non si rafforza il sistema sanitario regionale tagliando i posti letto: il centrodestra al governo della Regione, con Storace presidente, apriva nuovi ospedali, la sinistra li chiude” – Schiuma conclude comunicando – che la portavoce nazionale de ‘La Destra, Daniela Santanchè, ha già annunciato la sua adesione a queste petizioni”.

“Ritengo assurdo che la Regione Lazio abbia deciso di chiudere 3 ospedali – conclude Rocca – privando la città di una ingente parte del servizio sanitario senza la benché minima concertazione con il Comune di Roma, poiché seppur le competenze gli consentono di farlo esiste un principio di tutela della salute pubblica che interessa l’intera città e un confronto su queste scelte sarebbe stato più corretto”.

Maggiori dettagli dell’emendamento:

-FINANZIAMENTI POLICLINICI: Il provvedimento, su questo punto, prevede che i contributi erogati per la didattica e la ricerca di queste strutture vengano stornati dal Fondo sanitario regionale.

-RIASSETTO DELLA RETE OSPEDALIERA: E’ uno dei punti piu’ critici tra quelli contenuti nel maxi-emendamento. E’ qui, infatti, che si decide la chiusura dei tre ospedali nel cuore della Capitale. Per il San Giacomo la chiusura e’ prevista per il 31 ottobre prossimo, mentre per la stessa data e’ prevista la cessazione della sola attivita’ ospedaliera del Nuovo Regina Margherita, al quale viene tuttavia lasciato "margine per iniziative di riqualificazione dello stesso verso l’offerta territoriale (Rsa, poliambulatori, ecc)". La chiusura del Forlanini, infine, dovra’ essere ultimata entro il 31 dicembre di quest’anno. I dipendenti delle strutture, fatta eccezione per il Regina Margherita per cui e’ in atto un percorso di riqualificazione ad hoc, dovranno essere ricollocati "colmando le richieste fisiologiche di personale e quello dovute al turnover, sia dell’azienda di provenienza, sia delle altre aziende del territorio del comune di Roma".

RAZIONALIZZAZIONE SERVIZI AMMINISTRATIVI E TECNICI DI ASL E OSPEDALI: E’ prevista la centralizzazione per le Asl e le aziende ospedaliere sulle seguenti funzioni: amministrazione finanza e controllo, approvigionamento, gestione del personale, servizi generali tecnici ed economali. Obiettivo: ridurre la duplicazione di uffici che svolgono gli stessi compiti per ciascuna Asl, "con evidente risparmio – fa notare la Regione – sui costi gestionali, e miglioramento in termini di efficacia e professionalita’ del servizio".

-COMPLETAMENTO PROCEDURE DI CENTRALIZZAZIONE DEGLI ACQUISTI: Questo punto prevede la stipula di un’unica convenzione con la Consip per l’utilizzo dei servizi di centralizzazione degli acquisti. E l’adozione del nomenclatore sanitario unico messo a punto dalla Regione Emilia Romagna per l’acquisto dei presidi sanitari e chirurgici.

-OSSERVATORIO DELLA MOBILITA’ DEL PERSONALE: Tale struttura dovrebbe garantire "che le richieste di personale siano prioritariamente soddisfatte con la mobilita’ derivante dalle operazioni di razionalizzazione". Prevista, inoltre, la definizione di meccanismi di incentivazione economica alla mobilita’ volontaria del personale "nell’ambito dei fondi integrativi gia’ stanziati, nonche’ forme di incentivazione all’esodo in casi di esuberi".

SPESA FARMACEUTICA: Questo punto prevede l’intensificazione della distribuzione diretta di farmaci da parte di Asl, aziende ospedaliere e altri enti del Ssr. Ma anche estensioni a nuove categorie di medicinali del prezzo di riferimento, revisione al ribasso delle remunerazioni accordate alle farmacie, ridefinizione con i medici di famiglia dei protocolli e delle procedure volte a garantire maggiore appropriatezza prescrittiva e revisione del prontuario terapeutico utilizzato dai medici ospedalieri per la prescrizione dei farmaci, e conseguentemente dalle farmacie ospedaliere per l’acquisto degli stessi.

-PIU’ CONTROLLI DI APPROPRIATEZZA DELLE PRESTAZIONI: Salgono i controlli a campione, da parte dell’Asp, sull’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, che passano da un tetto del 3 al 10%. Per chi contravviene alle norme, previste sanzioni tra le quali la revoca degli accreditamenti per le cliniche private.

-CONTENIMENTO SPESA PER IL PERSONALE: Questo punto introduce un sistema di controlli, da parte della Regione, per arginare il moltiplicarsi di nuove assunzioni, anche a tempo determinato, da parte dei direttori delle Asl e degli ospedali. In particolare, e’ previsto che le aziende ottengano il via libera della Regione.

-SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE DI AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLE PRESTAZIONI: Prevede l’autocertificazione per alcuni soggetti eroganti prestazioni sanitarie – ad esempio liberi professionisti e ambulatori – per avviare l’attivita’.

-CONTRATTI MANAGER ASL E OSPEDALI: Prorogati al 30 giugno 2010 i contratti dei manager si Asl e ospedali, "al fine di non compromettere – sottolineano dalla Pisana – la continuita’ dell’attuazione dell’azione di risanamento del sistema sanitario regionale".

-NUOVE REGOLE PER ACCREDITAMENTI: La norma richiama una previsione contenuta nel provvedimento che compone la manovra economica triennale 2009-2011, appena approvato dalla Camera dei Deputati. Viene infatti stabilito che entro il 30 settembre prossimo gli erogatori privati, gli Irccs e i Policlinici universitari debbano sottoscrivere gli accordi per l’erogazione delle prestazioni sanitarie in base a quanto stabilito dai provvedimenti di programmazione economica adottati dalla Regione. La mancata sottoscrizione comporta la sospensione dell’accreditamento.

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