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La XXXV stagione al Giardino Degli Aranci esclusa dall’Estate Romana

Dopo 34 anni di attività artistica Roma perde una manifestazione storica

La romanità, tra le grandi escluse dell’Estate Romana. E’ una triste realtà per gli organizzatori della XXXV stagione al Giardino Degli Aranci non essere rientrati nella graduatoria degli eventi previsti dall’estate romana, dopo tanti anni in cui Fiorenzo Fiorentini e Paolo Gatti hanno contribuito a tenere viva la tradizione popolare romana con i loro spettacoli. In tempi in cui la moda rottamatrice sta mietendo sempre più vittime è una vera ingiustizia che la cultura a Roma perda una manifestazione storica di riferimento a carattere istituzionale che non veniva neppure finanziata (anche di questo non comprendiamo il motivo) e che ha visto in questi anni la massiccia presenza non solo di cittadini romani, ma anche di turisti stranieri affascinati dalla cultura, dalla tradizione e dal folclore romano.

ParcoSavelloNei 34 anni di attività artistica sono stati realizzati numerosi eventi, curati sempre con la massima attenzione e professionalità, e per questo non comprendiamo i motivi di tale esclusione. Dallo scorso anno aveva iniziato, presso il Giardino degli Aranci, nei lunedì di riposo della compagnia del M° Paolo Gatti , la Rassegna di teatro varietà  dedicata alla grande tradizione del varietà Romano e Napoletano che anche quest’ anno prevedeva tanti spettacoli in programmazione e che adesso non hanno più una sede.

Il M°Paolo Gatti, concertista e virtuoso di chiara fama nazionale ed internazionale (ricordiamo i suoi concerti dedicati alle melodie romane in America , Australia, Africa, Giappone , Russia, India , indocina ed in tutta Europa in particolare a Strasburgo al Parlamento Eureopeo il 7 settembre del 2005) si dichiara profondamente amareggiato per il lavoro che in questi mesi è stato portato avanti dalla sua compagnia per realizzare lo spettacolo di quest’anno ed è sconcertato per la crudezza e l’insensibilita’ con cui, appena una manciata di giorni prima dell’inizio, sia stato cancellato tutto senza tenere conto dei sacrifici che tanti lavoratori dello spettacolo hanno fatto in questi mesi di preparazione.

“E’ paradossale che – spiega il maestro Paolo Gatti – per chi porta la romanità nel mondo alla fine proprio nella sua città si perda di vista il valore e il senso della storia, della cultura e della tradizione di Roma”.

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