22 maggio Giornata Mondiale della Biodiversità

WWF: anche da Roma ruolo importante per la sua tutela
Redazione - 21 Maggio 2019

Nel corso dell’ultimo secolo oltre la metà della popolazione mondiale è migrata verso gli agglomerati urbani determinandone l’espansione, spesso incontrollata, e la nascita di nuovi insediamenti a discapito delle aree rurali e naturali. In tempi brevi il tessuto urbano si è sovrapposto a quello degli ecosistemi preesistenti, sostituendone le specie potenziali e alterandone i cicli biogeochimici. Le aree residuali sono spesso la testimonianza di una brusca metamorfosi territoriale e rappresentano pertanto uno dei principali punti di partenza per la riqualificazione ambientale delle città moderne.

“In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità (22 maggio) – dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana – il WWF Roma e Area Metropolitana torna a sottolineare la funzione rilevante che le grandi città assumono nella sfida per la conservazione della Natura, per garantire futuro alla vita del Pianeta. Occorre richiamarci tutti alle grandi responsabilità che ci attendono, come sta facendo il movimento dei giovani alla scala internazionale sul tema dei cambiamenti climatici. Insieme possiamo fare molto e non possiamo delegare scelte e comportamenti che in prima persona operiamo quotidianamente.”

Il coinvolgimento dei cittadini sui temi ambientali è di fondamentale importanza per la conservazione della natura sia a livello nazionale che globale. Nelle città vive la maggior parte delle persone, per cui diventa anche il luogo dove insiste la maggiore concentrazione di ricchezza, di informazione e di elettorato politico. Creare e diffondere la consapevolezza delle emergenze ambientali, anche attraverso la riqualificazione del territorio naturale residuo, significa sollecitare una rete di consenso responsabile su tematiche di prioritaria importanza per la collettività.

Una delle sfide di attuale e crescente interesse a livello mondiale è dunque la realizzazione di città sostenibili che siano in grado di reagire elasticamente e positivamente agli impatti (caratteristica di resilienza) per il miglioramento complessivo della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono.

“Occuparci di Natura, significa occuparci di noi – continua Maggini – ‘Noi siamo Natura’ afferma il WWF e ogni volta che ci allontaniamo da tale consapevolezza si generano impatti significativi sulla qualità della nostra vita. Sintomatici ne sono l’inquinamento dell’ambiente, l’erosione della biodiversità ed il degrado sociale che ne deriva.”

A testimonianza del peso che esercita la presenza della natura sulla componente emotiva degli esseri umani, in una pubblicazione del 2005, Richard Louv descrive la “Sindrome da deficit di natura”. Secondo Louv, i bambini che trascorrono poco tempo all’aria aperta non instaurano legami con la natura e con gli animali e di conseguenza sviluppano fobie e disturbi quali obesità e stress oltre ad un senso di sradicamento dalla realtà che li porta da adulti al disinteresse per il mondo che li circonda.

“Non è tardi per cambiare passo – conclude Maggini – per impegnarci a costruire un futuro sostenibile rispettoso della diversità della vita, ma dobbiamo agire ora, non continuare a procrastinare le azioni necessarie, rinviando di volta in volta a scadenze che assolvono più la funzione di alibi che di obiettivi reali e concreti. La Biodiversità è ricchezza e bellezza, tutelarla, un proposito quotidiano che dovremmo rinnovare senza dover attendere il prossimo evento meteorologico estremo per ricordarlo.”


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